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Pensioni ultime notizie questa settimana sempre più negative seppur discussioni proseguono intensamente

Si continua a lavorare sulla questione pensioni, nonostante la situazione economica difficile: novità e ultime notizie della settimana




Si continua a lavorare sulla questione pensioni, nonostante la situazione economica italiana continui ad essere piuttosto critica e i conti continuino a peggiorare, come attestato dagli ultimi dati. Sono questi, del resto, gli stessi motivi che stanno bloccando il governo Renzi nell’attuazione di tutte le altre riforme ancora al palo, da quella della P.A., a quelle di Catasto, Appalti, Rai, Fisco. Lo stesso premier qualche giorno fa, soprattutto alla luce dei consensi calati emersi dopo gli esiti delle elezioni regionali dello scorso 31 maggio e delle comunali dello scorso 14 giugno, ha dichiarato che l’Italia sta vivendo il suo momento più duro e che è necessaria una svolta. Questa sembra essere arrivata, seppur solo in parte, con il primo voto sulla riforma della scuola giovedì scorso e con l’accordo sulla questione immigrazione.

Primi anche se flebili risultati positivi, nonostante ci siano ancora tensioni con la minoranza Pd, Fassina si sia dimesso e le opposizioni continuano ad essere in disaccordo su diversi fronti. Questa confusione del governo ha fatto letteralmente volare nei consensi degli italiani gli altri partiti, dal M5S, che sembra aver avuto un vero e proprio exploit, a Lega e Forza Italia, ma ha anche creato confusione sulle posizioni degli stessi sulle pensioni. Tanti, infatti, di coloro che si dicevano grandi sostenitori di modifiche alle pensioni sembrano aver ritrattato la loro posizione mentre.

Erano in tanti, infatti, a sostenere modifiche come quota 100, mini pensione, staffetta generazione, piano Damiano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, e assegno universale, gli stessi, primi tra tutti presidente dell’Inps Boeri e premier Renzi, ad aver fatto un passo indietro, dai prepensionamenti, perché troppo costosi, all’assegno universale, perché incostituzionale. Agire sulle pensioni, però, sarebbe fondamentale per Renzi per riconquistare fiducia e consensi, la situazione è al momento complicata, è vero, ma si potrebbe rimandare il tutto alla prossima Manovra Finanziaria di ottobre.

Si potrebbe anche, nel frattempo, definire quel decreto previdenza già annunciato e ancora atteso con misure che coinvolgano le pensioni a 360 gradi, con interventi a sostegno della povertà ma anche con tagli ad agevolazioni fiscali e detrazioni per le famiglie, come stanno studiando i tecnici della spending review, e da cui, come trapela da prime indiscrezioni, potrebbero salvarsi solo gli sconti come le detrazioni sul lavoro dipendente, sui mutui per la prima casa, sulle pensioni, e sulle spese sanitarie e farmaceutiche.

Intanto, si attende entro il 30 giugno il nuovo piano pensioni del presidente Boeri anche se non ci sono certezze sulle misure che dovrebbe contenere e di certo i tanto agognati piani di prepensionamento non ci saranno, mentre in Parlamento continuano ad essere presentate nuove proposte di legge sulle pensioni, da chi chiede la proroga del contributivo donna fino al 2018, a chi rilancia su modifiche dei trattamenti contributivi, così come di revisione dei requisiti pensionistici, creando solo sempre più confusione.

Di certo c’è che tra i primi possibili interventi sulle pensioni, ci saranno sicuramente quelli negativi e tagli su baby pensioni, pensioni di invalidità, cumulo, reversibilità, guerra, e ricalcolo contributivo per tutti coloro che percepiscono pensioni superiori ai 2 mila euro, come da sempre nelle intenzioni di Boeri e Renzi, sostenuti dal commissario per la spending review Gutgeld, e che potrebbe saltare l’assegno universale, cui si è detto contrario il premier stesso. Gli interventi negativi, nonostante scateneranno certamente reazioni di protesta , servono per recuperare soldi e per successivi interventi pensionistici, visto che le ultime sentenze dell’Alta Corte sui risarcimenti ai pensionati e sullo sblocco dei contratti per i dipendenti statali, e i soldi necessari per chiudere queste questioni, hanno chiaramente dimostrato come non vi siano ulteriori margini di azioni per altri interventi.

Se, dunque, il piano di Boeri non sarà incisivo e fattibile, e soprattutto a costo zero, tutto potrebbe essere rimandato oltre la prossima Manovra, forse anche al 2016, riproponendo quanto accaduto già l’anno scorso, con l’unica novità positiva, forse, dell’estensione del contributivo donna che, se approvata, servirebbe unicamente per placare gli animi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il