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Pensioni donne, vecchiaia, uomini novità settimana con prospettive non positive seppur atteso piano Boeri

La situazione attuale della discussione pensioni: a che punto siamo e cosa potrebbe cambiare? Atteso il piano del presidente Boeri ma le prospettive non sono positive. Le ultime notizie




La situazione finanziaria dell’Italia, nonostante flebili segnali di ripresa, non accenna a migliorare, anzi, i conti peggiorano, le tasse continuano ad essere sempre meno pagate, tutto questo blocca ogni azione del governo Renzi fermo sui lavori delle riforme avviate, da quella della P.A., a quella del Fisco, della Giustizia, della Rai, del Catasto, eppure le novità e ultime notizie confermano che si continua a lavorare sulle pensioni. Il premier Renzi ha ammesso che il nostro Paese sta vivendo certamente la fase più dura della legislatura, consapevole del fatto che serva una svolta.

E’ stato risoluto nell’affermare che sarebbe stato necessario riprendere la strada di lavoro iniziale, cioè andare avanti da solo, e forse i primi segnali di questa svolta cercata sono il voto di giovedì scorso sulla riforma della Scuola e l’accordo sul fronte immigrazione, per cui ha fatto fortemente sentire la sua voce.

Ma le tensioni, soprattutto interne al partito e con la minoranza Pd, hanno portato alla perdita dei consensi da parte degli italiani e al conseguente aumento della fiducia per gli altri partiti, M5S in testa, seguito da Lega e Forza Italia, senza considerare la confusione che si sta creando sulle pensioni stesse tra coloro che prima erano forti sostenitori di interventi cruciali, come prepensionamenti e assegno universale, ma che hanno fatto un passo indietro su entrambe le misure, a partire dal presidente dell’Inps Boeri, secondo cui i prepensionamenti ora non possono essere approvati perché troppo costosi, per arrivare al premier Renzi, secondo cui l’assegno universale sarebbe diventato incostituzionale.

Per evitare che si continui su questa strada o che si possa addirittura arrivare alla caduto del governo stesso, serve proporre interventi concreti sulle pensioni, gli unici che riuscirebbero a far risalire i consensi nei confronti del governo, visto che si tratta di una questione particolarmente cara ai cittadini. E se al momento si può procedere solo con interventi negativi e tagli, da baby pensioni a pensioni di invalidità cumulo, reversibilità e ricalcolo contributivo per chi percepisce pensioni superiori ai 2mila euro in parte calcolate ancora con vecchio sistema retributivo, che servono però per recuperare soldi necessari, interventi successivi, soprattutto di modifica ai requisiti pensionistici oggi richiesti per lasciare il lavoro, potrebbero essere rimandati alla prossima Manovra Finanziaria.

Anche questo obiettivo al momento sembra difficile, viste le conseguenze che le ultime due sentenze dell’Alta Corte su rimborsi ai pensionati e sblocco dei contratti per i dipendenti statali che costeranno molti soldi (che devono essere recuperati), considerando le clausole di salvaguardia che scatterebbero, da aumento dell’Iva ad aumento dei prezzi dei carburanti.

Si attende nel frattempo il piano pensioni che Boeri presenterà entro il 30 giugno per valutare le misure contenute ed eventuale impatto e si potrebbe pensare poi a definire interventi puntuali di quel decreto previdenza che potrebbe prevedere modifiche a 360 gradi sulle pensioni, da misure a sostegno della povertà a tagli ad agevolazioni fiscali e detrazioni per le famiglie, come stanno studiando i tecnici della spending review. Unica nota positiva, pensata però per evitare il completo caos, potrebbe essere l’approvazione della proroga del contributivo donna, forse anche oltre il 2015.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il