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Pensioni ultime notizie Renzi ritorna a parlare. Non si deve aumentare stipendio statali a tutti se si vuole assegno universale

Dopo aver definito l’assegno universale incostituzionale, il premier Renzi torna sulla misura dopo ultime sentenza Alta Corte: le ultime notizie




Solo qualche giorno fa dichiarazioni che sembrano voler dimostrare un passo indietro su uno dei principali punti programmatici del piano di lavoro su welfare e pensioni: il premier Renzi, infatti, ha definito ‘incostituzionale’, spiegando che “La questione occupazione è ai vertici di tutte le preoccupazioni, ma il compito dei politici non è quello di dare i soldi per stare a casa: dobbiamo dare l'idea di dare l’opportunità, di crearti un posto di lavoro, se uno ha voglia”.

Si è trattato di parole che hanno destato perplessità considerando che da sempre Renzi ha sostenuto l’approvazione dell’assegno universale, soprattutto perchè non era possibile che in Italia ancora non fosse presente così come nella maggior parte dei Paesi europei. Ora invece torna a parlare di questa misura in riferimento, però, all’ultima sentenza dell’Alta Corte sullo sblocco della contrattazione pubblica. Renzi ha, infatti, spiegato che se i sindacati non accetteranno uno sblocco graduale dei contratti nel pubblico impiego non esisteranno i margini per l’attuazione dell’assegno universale, per cui servono risorse. L'ipotesi allo studio è quella di uno sblocco dei salari graduale, scaglionato per anni partendo dai redditi più bassi.

Renzi, rivolgendosi ai sindacati, ha chiaramente detto “O accettate un aumento graduale degli scatti oppure vi assumete la responsabilità di bloccare un reddito di dignità per gli indigenti, un assegno pari a circa 400 euro al mese ad una famiglia senza reddito con cinque componenti”. Il principio sarebbe quello di un aumento degli stipendi degli statali a discapito di chi vive un condizioni economiche precari e a sostegno di queste categorie di persone, la prima misura fattibile sarebbe quella dell’assegno universale.

Le parole di Renzi rappresentano una precisazione alle sue dichiarazioni di qualche giorno fa. Probabilmente con la definizione di incostituzionale, il premier si riferiva all’assegno universale per tutti, mentre le sue parole dopo la sentenza dell’Alta Corte fanno chiaramente capire come sia ancora sua intenzione istituire questa misura ma per chi ha più bisogno e si ritrova in grave crisi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il