Primo turno elezioni presidenziali Francia: testa a testa tra 3 candidati. Segolene Royal è seconda

In un sondaggio voluto da Le Parisien, Sarkozy è al 26%, Royal al 25% e Bayrou al 24%



Francois Bayrou ha raggiunto i due favoriti Nicolas Sarkozy e Segolene Royal nella corsa all'Eliseo.

Chi si deve preoccupare della forte e continua crescita nei sondaggi di Bayrou è certamente la candidata socialista. Pochi punti - oggi uno, secondo l'istituto Csa che ha fatto la rilevazione per il quotidiano Le Parisien - dividono il candidato del centro dalla Royal nelle intenzioni di voto dei francesi al primo turno dell'elezione presidenziale del 22 aprile.

Ma anche Sarkozy, l'uomo forte della destra post-gollista, non dorme sonni tranquilli: il vantaggio che lo separa da Bayrou è sceso a due punti al primo turno. E all'eventuale ballottaggio fra i due non ci sarebbe addirittura storia: Bayrou batterebbe Sarkozy 55% a 45%, secondo un altro istituto di sondaggi, il Bva.
"C'è ormai un rischio statistico reale per Segolene al primo turno", ammette Gerard Le Gall, l'uomo dei sondaggi della campagna socialista. "La situazione politica - ha detto Le Gall a Le Monde - è come una pista di pattinaggio. Tutti possono cadere, compreso Sarkozy. Ma su questa pista Bayrou avanza con un fenomeno di vasi comunicanti tra il suo elettorato e quello della Royal".

La svolta nell'opinione per Bayrou è avvenuta a metà febbraio: dal 6-8% delle intenzioni di voto - e quarto uomo dopo il leader dell'estrema destra, Jean-Marie Le Pen - è cresciuto giorno dopo giorno con una progressione costante fino ad arrivare alle due cifre e poi a superare il 20%. Hanno probabilmente colpito il suo appello a finirla con il bipolarismo destra-sinistra e la sua intenzione di chiamare tutti i talenti dei due campi per risollevare il paese.

Un paio di volte ministro in governi di centrodestra, i deputati del suo partito - l'Udf - eletti nel maggioritario con l'Ump, la destra di Sarkozy: ora Bayrou non dice con chi farà alleanze per le elezioni politiche di giugno, né per chi dirà di votare al ballottaggio se non dovesse esserci lui.

"Se io accettassi l'idea di non essere al secondo turno - ha detto ieri agli studenti universitari di Lione - ho perduto la battaglia. Io sono candidato per vincere". E, in caso di sua elezione, non dice chi sceglierà come primo ministro: "Io so chi sarà il premier, ma non l'ho neanche avvertito". Qualche settimana fa aveva invece disegnato il profilo di uno come il socialista Jacques Delors, ex presidente della Commissione europea.

E' probabilmente con questi ammiccamenti verso sinistra che ha conquistato l'elettorato della Royal. Ed è forse con la sua intenzione di mettere insieme "sociale ed economia" che ha fatto breccia a destra, fra l'elettorato di Sarkozy.

Il presidente dell'Ump ha oggi risposto presentando al suo fianco un personaggio noto ed amato dai francesi come Simone Veil, ex presidente del parlamento europeo, ex ministro, superstite del campo di Auschwitz, che ha militato nell'Udf, il partito del quale oggi Bayrou è presidente. Una scelta - quella della Veil - che ha "rattristato" Bayrou.

Ma, secondo gli analisti politici, il duello infinito e mediatico che dura da più di un anno - Sarkozy contro Royal - è ormai non più scontato. La lotta è ora a tre, e Bayrou - scrive Le Monde - ha acquisito "lo statuto di grande candidato".

Ti è piaciuto questo articolo?





Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il