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Pensioni novità questa settimana e Boeri, riforma pubblica amministrazione, quota 96, indulto, riforma tasse: novità oggi martedì

Le novità del governo Renzi ad oggi martedì 30 giugno tra questione previdenziale, caso quota 96 ancora in attesa di soluzioni, e nuovi decreti fiscali. Le ultime notizie.




Continua la discussione della riforma della P.A. che potrebbe essere ancora lunga e lunga sembra anche la strada per arrivare all’approvazione di novità pensioni e modifiche dei requisiti per l’uscita dal lavoro. Approvati invece i nuovi cinque decreti fiscali. Vediamo le ultime novità ad oggi martedì 30 Giugno 2015

Pensioni: Si è conclusa un’altra importante settimana per il governo e le sue riforme. Tante sono ancora bloccate, causa crisi e mancanza di risorse economiche, e sulle pensioni la partita è sempre più aperta. Nonostante sia tutto fermo, continuano comunque ad essere presentate nuove proposte e disegni di legge volti a modificare l’attuale legge previdenziale e il forte calo dei consensi che sta registrando il governo sta aprendo, di contro, la strada all’affermazione di altri partiti, M5S in testa, seguito da Lega e Forza Italia. Ognuno pronto a cambiamenti pensionistici. Eppure sembra che le speranze dovranno essere abbandonate ancora. Mentre si attende infatti la presentazione del piano pensioni del presidente dell’Inps Boeri, entro il 30 giugno, che però dovrebbe contenere solo interventi negativi, tra ricalcolo contributivo, tagli a pensioni di reversibilità, invalidità, baby pensioni, cumulo, con l’unica nota positiva della probabile proroga del contributivo donna, con ulteriore possibilità di estensione dell’opzione anche agli uomini, gli interventi che ministro Poletti e Boeri stesso avevano rimandato alla prossima Manovra Finanziaria, vale a dire prepensionamenti con quota 100, mini pensione o piano Damiano, potrebbero slittare ancora. Dopo le ultime due sentenze dell’Alta Corte su rimborsi ai pensionati e sblocco dei contratti del pubblico impiego, lo Stato avrà ulteriori costi da sostenere e questo probabilmente chiuderà ogni margine di intervento per altre manovre. Più probabile invece che, prima o dopo la Manovra d’autunno, potrebbe arrivare il decreto povertà con misure di sostegno alla povertà ma anche tagli alle agevolazioni fiscali per le famiglie. Incertezza invece sul futuro dell’assegno universale.

Riforma Pubblica Amministrazione: Dopo lo sblocco dei contratti dei dipendenti pubblici, in vigore dal prossimo 2016, procede a rilento la discussione sulle misure della riforma della P.A. Ormai al vaglio del governo da un anno, a bloccare la situazione, oltre le classiche polemiche d’opposizione, la mancanza di risorse economiche necessarie. L’andamento dell’economia italiana sta infatti avendo pesanti conseguenze sui lavoro che erano stati previsti dal governo. A creare ulteriori problemi, l’approvazione del disegno di legge n. 1577 sulla precarizzazione della dirigenza pubblica, che secondo quanto disposto dall’art. 9 sarà assoggettata al regime degli incarichi a termine, per 4 anni che potranno essere prorogati di ulteriori due anni, per modernizzare il comparto della P.A: confermata l’abolizione dei segretari comunali e provinciali con la conseguente attribuzione delle corrispondenti funzioni ad una nuova  figura, il dirigente apicale.

Quota 96: Ancora una volta scatenati gli interessati di quota 96 della scuola, per cui ancora non è arrivata alcuna soluzione per l’uscita dal lavoro. Nonostante gli ultimi emendamenti presentati al Ddl Scuola, di cui non si è discusso, e nonostante l’impegno preso dal governo pronto a chiudere una volta per tutte questa partita, come annunciato, dopo aver risolto la questione dei risarcimenti ai pensionati, è stato tutto ancora rimandato, ma senza tempi precisi fissati.

Indulto e amnistia: Sembra essersi di nuovo bloccata la discussione sulle misure di amnistia e indulto e tanti continuano a sostenerne l’importanza di una loro approvazione per risolvere l’emergenza carceraria. Intanto, il Sindacato autonomo di Polizia (Sap) protesta contro il reato di tortura e il segretario nazionale Tonelli spiega che “Il testo nasce come manifesto ideologico contro le Forze dell’Ordine. Se guardiamo la genesi del provvedimento vediamo che la proposta di legge nasce individuando il reato come un reato proprio, ovvero può essere commesso unicamente dal pubblico ufficiale e non da chiunque. In questo modo, non essendo un reato comune, significa che a chi ha presentato questo maldestro progetto di legge non interessa sanzionare chi entra in una villa, strappa le unghie ai bambini per farsi dire dai nonni il numero della cassaforte; non interessa sanzionare chi va in un Paese povero, schiavizza le minorenni e le porta in Italia, brucia loro un piede per obbligarle a prostituirsi. Significa che chi ha presentato questa legge è intenzionato a punire il poliziotto che arriva con la Volante sul luogo del reato, magari dove è appena stata sequestrata una ragazzina e cerca di avere informazioni da uno dei malviventi che nel frattempo è stato bloccato dai vicini di casa dicendogli: se non mi dici dove si trova la bambina di metto in galera e butto via la chiave, pur nella consapevolezza di non poterlo fare perché spetta al giudice. In questo caso se il malvivente individua nelle parole del poliziotto il reato di tortura, per il poliziotto sono guai”.

Riforma Decreti Fiscali:  Sono stati approvati in CdM i cinque decreti fiscali in discussione ormai da un po’.  I provvedimenti riguardano evasione, questioni penali, contenzioso tributario, Agenzie fiscali e riscossione. E’ stata, invece, rinviata all’autunno la riforma del catasto. Per quanto riguarda sanzioni penali e amministrative, dopo le polemiche che sulla famigerata soglia Salva-Berlusconi con l'impunibilità delle frodi fiscali sotto il 3% del fatturato di un'azienda, il governo ha eliminato quella soglia, tornando alla punibilità di tutte le frodi fiscali. Previsto poi uno snellimento delle procedure, evitando che parta il procedimento penale se il contribuente in errore aderisce all'accertamento. Il contribuente, infatti, avrà un anno di tempo per presentare la sua dichiarazione ottenendo una sanzione ridotta: la multa dovrebbe oscillare tra il 60% e il 120% del dovuto. Si va poi verso una riduzione del 20% della sanzione se la maggiore imposta o il minore credito accertati sono inferiori al limite del 3% di quando dichiarato e comunque inferiori a 30mila euro. Il governo ha anche bloccato il varo della procedura semplificata del contenzioso per correggere in tempi ragionevoli e i problemi tra i contribuenti e il Fisco. Tra le altre novità, possibilità di pagare in maniera dilazionata, fino a 72 rate, i pagamenti Equitalia ed è previsto anche il taglio dell'aggio della riscossione che andrà all'erario, e che scende dall'8% al 6,5%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il