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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: piano Boeri presentato forse oggi 30 Giugno. Cosa sarà, per chi. Domande, risposte

Attesa per capire come sarà realmente il piano di interventi sulle pensioni che il presidente dell’Inps si appresta a presentare: possibili misure




C’è grande attesa per capire come sarà realmente il piano di interventi sulle pensioni che il presidente dell’Inps, Tito Boeri, si appresta a presentare entro la fine di questo mese di giugno. Lui stesso, infatti, tempo fa aveva annunciato che entro il 30 giugno sarebbe stato presentato al governo un piano di proposte organiche sulla previdenza. Vediamo di capire cosa potremmo aspettarci.

Quali sono le misure probabili del piano Boeri?

Tempo fa, quando si parlava delle possibili misure del piano Boeri, vi erano compresi piano prepensionamenti, assegno universale, proroga del contributivo donna, ricalcolo contributivo, modifiche alle ricongiunzioni onerose, e tagli a baby pensioni, pensioni di invalidità, di reversibilità, cumulo e guerra. Dopo le ultime dichiarazioni sia di Boeri stesso che del pemier Renzi, sembra ci sarà un dietrofront su piani di uscita prima, da quota 100, a mini pensione, a staffetta generazionale, a pensione anticipata come proposto da Cesare Damiano, vale a dire a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti, fino ad un massimo dell’8%. Troppo costosi al momento per Boeri e lo Stato non dispone di abbastanza soldi.

Quanto costerebbero piani di uscita con quota 100 e Damiano-Baretta?

Secondo le stime del presidente Boeri, per il piano proposto da Cesare Damiano di uscita a 62 anni di età, con 35 di contributi e penalizzazioni servirebbero 8,5 miliardi di euro, mentre per il sistema di quota 100 addirittura 10,6 miliardi, fino al 2019. Boeri ha rimandato i prepensionamenti alla prossima Manovra Finanziaria, ma potrebbero saltare anche allora, considerando gli ultimi avvenimenti che hanno messo in luce una situazione ancora pesante per i conti italiani.

Quali le intenzioni sull’assegno universale?

L’assegno universale rappresentava fino a qualche tempo fa uno dei punti principali su cui si appoggiava il piano di Boeri ma dopo le ultime dichiarazioni del premier Renzi, secondo cui sarebbe incostituzionale, potrebbe esserci un dietrofront anche in tal senso. Boeri e Renzi hanno, infatti, sempre condiviso ogni intervento definito sulle pensioni e il passo indietro del premier potrebbe pesare sulla decisione di Boeri di introdurre l’assegno nel piano.

Quali le intenzioni sul contributivo donna?

Insieme a tagli e interventi negativi, l’unica misura positiva al momento cui ha aperto Boeri è la possibile proroga del contributivo donna, forse anche oltre il 2015. Ma non solo, perchè Boeri ha anche intenzione di estendere tale regime anche agli uomini, anche se questa dichiarazione va comunque presa con le pinze.

Cosa dovrebbe invece prevedere il ricalcolo contributivo?

Il ricalcolo contributivo per tutti proposto da Boeri, tra le altre misure cardine del suo piano, è stato pensato innanzitutto per ristabilire equità e porre fine a quelle ingiustizie sociali, come le ha definite il presidente dell’Inps, che creano squilibrio nel sistema previdenziale attuale. Partendo dal presupposto che colpirebbe soltanto coloro che percepiscono pensioni più elevate, circa dai due mila in su, in parte risultato ancora del vecchio sistema retributivo, il ricalcolo, come da lui stesso spiegato, dovrebbe prevedere  un contributo calcolato sulla differenza tra pensioni percepite e contributi versati, operazione che porterebbe ad accumulare oltre quattro miliardi di euro, che poi potrebbero essere reimpiegati in ulteriori interventi pensionistici.

Quanto si può credere nelle misure di questo piano?

Considerando che finora Boeri è stato l’unico a trasformare in realtà ogni annuncio dato, dal via all’operazione trasparenza, all’entrata in vigore, dopo ben 10 anni di discussioni, della Busta arancione che permette ad ogni lavoratore di conoscere il proprio futuro pensionistico, vale a dire quando potrà andare in pensione e quanto percepirà, è l’unico in cui si ripone fiducia per la realizzazione di ulteriori novità pensionistiche che possano arrivare, alla fine, a modificare, così come chiesto da tutti, i rigidi requisiti oggi imposti per andare in pensione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il