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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: fonti anonime confermano tecnici al lavoro eppure nessuna soluzione

Tecnici allo studio per valutare impatto eventuali interventi sulle pensioni ma i conti in Italia peggiorano e nulla quadra al momento: le ultime notizie




Gli ultimi dati e le ultime sentenze dell’Alta Corte dimostrano che la situazione economica italiana non è certo delle migliori, tra conti che peggiorano, debito che continua ad aumentare, tasse che continuano ad essere evase, senza considerare le questioni dei rimborsi ai pensionati e dello sblocco dei contratti dei dipendenti pubblici dal prossimo anno.

Queste novità e ultime notizie dimostrano chiaramente come siano poche le possibilità di agire con cambiamenti alla legge pensioni attuale, nonostante se ne discuta da tempo, si cerchino soluzioni e si susseguano proposte di modifica e ddl che mirano, innanzitutto, a cambiare i requisiti di accesso alla pensione rendendoli più flessibili.

Bisogna inoltre considerare che l’età di uscita dal lavoro oggi è fissata a 66 anni 3 tre mesi per tutti, uomini e donne, con 42 anni e sei mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e sei mesi per le donne, requisiti che aumenteranno ancora dal primo gennaio 2016 quando, per adeguamento all’aspettativa di vita Istat, saliranno di ulteriori tre mesi per cui per andare in pensione bisognerà raggiungere i 66 anni e sette mesi. L’unica speranza sarebbe l’attuazione dei piani a costo zero del presidente dell’Inps Boeri o i tagli agli sprechi pubblici, cosa che però resta molto incerta se non proprio difficile.  

I tecnici sono comunque al lavoro per trovare soluzioni anche se ogni ipotesi sembra, alla fine, non quadrare. Le intenzioni di tutti restano quelle di garantire possibilità di prepensionamenti, su base volontaria, e di un assegno universale  per gli over 55 che perdono  il lavoro ma che non possono ancora andare in pensione perché lontani dal raggiungimento dei requisiti necessari e l’idea iniziale era quella di inserire tali interventi nella prossima Manovra Finanziaria. Ma i tecnici del Tesoro continuano a dire no, perché l’attuale legge previdenziale così com’è è l’unica che riesce a garantire la sostenibilità dei conti in Italia, la Ragioneria di Stato è scettica e anche l’Inps è in dubbio.

E’ stato, infatti, proprio Boeri, in audizione in Commissione Lavoro lo scorso 10 giugno, a dire che non è possibile al momento approvare piani di prepensionamento come quota 100 o di uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni come proposto da Damiano, perché troppo costosi nonostante le penalizzazioni richieste da entrambi. Se il piano Damiano, secondo le stime , potrebbe costare 8,5 miliardi, per l’uscita con quota 100 si potrebbe arrivare anche a 10,6 miliardi di euro.

Respinto al momento anche l’assegno universale, definito da Renzi stesso incostituzionale. Qualcuno già tempo fa aveva espresso dubbi sull’efficacia della misura, considerando poi che non avrebbe portato alcun vantaggio come quelli, per esempio, assicurati dai piani di prepensionamento che, seppur nel lungo periodo, potrebbero prevedere risparmi e possibilità di rilancio dell’occupazione giovanile. Tutti sono invece concordi sull’approvazione del ricalcolo contributivo per tutti e questo potrebbe portare anche (unico intervento positivo) alla proroga del contributo donna anche oltre il 2015.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il