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Pensioni ultime notizie riforma scuola voto finale e scorso CDM tasse: cosa cambia indirettamente per pensioni

Prossimi appuntamenti governo e possibili conseguenze su novità pensioni: Renzi si prepara ad un luglio intenso. Le ultime notizie




Indicazioni su cosa si potrebbe realmente fare ancora sul fronte pensioni potrebbero arrivare nei prossimo giorni: domani, innanzitutto, martedì 30 giugno, è in programma l’ultimo voto sulla riforma della Scuola e venerdì prossimo appuntamento con il nuovo decreto in discussione in CdM. Tra le novità e ultime notizie non vi sarebbero interventi concreti sulle pensioni, ma magari si riprende a lavorare con interventi, quali le novità della scuola, che potrebbero dimostrare la volontà del premier Renzi di dare una svolta decisionista così come annunciato giorni fa.

Ma toccherà al premier stesso rispondere a parecchi interrogativi e proporre eventuali soluzioni a diversi problemi, a partire da quello dei conti da definire nella prossima Manovra Finanziaria, per arrivare a quello dello sblocco dei contratti del pubblico impiego deciso dall’Alta Corte qualche giorno fa e che costerà non poco, tanto che lo stesso Renzi ha invitato i sindacati ad essere flessibili sulla questione, accettando uno sblocco graduale dei contratti nel pubblico impiego.

Si tratta di un invito che serve per poter contemporaneamente agire con le risorse disponibili anche su altri fronti. Dopo aver, infatti, definito l’assegno universale incostituzionale, Renzi ha spiegato che se i sindacati accetteranno uno sblocco graduale dei contratti nel pubblico impiego ci saranno margini in più per poter introdurre l’assegno universale. L'idea è quella di sbloccare i salari gradualmente, partendo dai redditi più bassi.

Renzi sembra dunque tornare ancora indietro sulla questione dell’assegno universale. Probabilmente con la definizione di incostituzionale, il premier si riferiva all’assegno universale per tutti, mentre dopo la sentenza dell’Alta Corte è chiaro come sia ancora sua intenzione istituire questa misura ma per chi ha più bisogno e si ritrova in grave crisi. Resta, però, l’ostacolo delle risorse economiche necessarie che non sono disponibili. Se il governo avesse, infatti, a disposizione tutti i soldi necessari, gran parte delle riforme oggi bloccate sarebbero forse già state attuate e il problema pensioni non esisterebbe perchè le richieste dei diretti interessati e di forze politiche e sociali sarebbero già state soddisfatte.

Ma purtroppo si devono fare i contri con una crisi che continua a pesare e un premier che, comunque vadano le cose, ha intenzione di portare avanti parecchie cose ed anche velocemente, concentrando tutto, tra Scuola, Giustizia e non solo, nel mese di luglio, prima cioè della pausa estiva che precede la discussione della prossima Manovra che terrà certamente impegnato il governo a tempo piano.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il