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Grecia fallimento: BTP, conti correnti, obbligazioni, BOT, conti deposito, azioni. I rischi per l'Italia se default confermato

Nei prossimi giorni ci potrebbero essere tensioni sui titoli di Stato italiano. Ma la crisi della Grecia non sembra fare molta paura.




In Italia si inizia a parlare degli effetti che avrebbe il fallimento della Grecia sull'economia nazionale. In prima battuta occorre ricordare come la Grecia è debitrice di 40 miliardi di euro nei confronti dell'Italia. Tuttavia si tratta di una cifra che, in base agli accordi bilaterali stipulati, dovrà essere restituita solo a partire dal 2020. Nell'immediato e sotto questo punto di vista non ci sarà dunque alcuna conseguenza per i conti pubblici, anche perché a somma non è stata iscritta a bilancio. L'incognita principale è legata a una eventuale vendita di titoli del debito pubblico itaiano in tempi rapidi nel caso di Grexit.

In buona sostanza aumenterà lo spread tra i titoli di Stato italiani e i Bund tedeschi e lo Stato dovrà pagare più cari gli interessi a chi presta denaro acquistando gli stessi titoli. Ma i pareri sono discordanti. A invitare alla calma sono coloro che ricordando la manovra di quantitative easing della Banca centrale europea, pronta a comprare i titoli che saranno messi sul mercato. Rispetto al rischio contagio, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, si dice tranquillo per due ragioni: "Una è che la stabilità di fondo dell'economia italiana si è molto accresciuta e rafforzata e, secondo, cosa che non riguarda l'Italia in particolare, la Bce ha tutti gli strumenti a disposizione per evitare che questa instabilità diventi eccessiva".

A bene vedere, le incognite sono tante poiché mai un Paese dell'Eurozona si è trovato nelle condizioni di dichiarare fallimento. Secondo il presidente della Confindustria Giorgio Squinzi, "per noi sarebbe un disastro soprattutto in un momento in cui abbiamo una serie di fattori esterni favorevoli, come il cambio con il dollaro, il costo del petrolio, il quantitative easing di Draghi e una sostanziale tenuta del commercio internazionale". Il presidente del Senato, Pietro Grasso, la vede anche da un'altra prospettiva: "Auspico si trovi presto un accordo per evitare quest'uscita. Chi ha fatto studi classici come me ha nel suo intimo la tradizione, la cultura, la storia della Grecia che noi riviviamo. Per me è anche un fatto affettivo".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il