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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità novità con quasi 20 leggi e ulteriori in arrivo quota 100, assegno universale Pd, Lega, M5S

Tantissimi i disegni di legge presentati per modificare l’attuale legge previdenziale probabilmente tanti altri ne arriveranno: le ultime notizie





La crisi economica di Italia, l’ombra del fallimento greco e i mercati di nuovo altalenanti sono le novità e ultime notizie che lasciano decisamente perplessi sulle possibilità di future riforme capaci di essere definite in tempi brevi. Nonostante il monito da parte degli organismi Ue di continuare sulla strada delle riforme strutturali, è difficile per i Paesi in crisi, Italia compresa, farlo. Eppure nonostante diverse riforme siano bloccate, da quella della P.A. a quella di Catasto, Appalti, Rai, a causa soprattutto della mancanza di soldi, sono ben 17 i disegni di legge che si propongono di modificare l’attuale legge previdenziale, depositati dai diversi partiti politici nel corso di questi mesi. E se ne attendono anche di nuovi, sempre magari sui soliti quota 100, mini pensione, assegno universale.

La Lega, che aveva già proposto addirittura un referendum abrogativo dell’attuale legge chiedendo il ripristino delle vecchie norme previdenziali, da tempo chiede di prorogare il contributivo donna, anche oltre il 2015, insieme alla possibilità di pensione a 64 anni di età per i dipendenti pubblici che hanno maturato la quota 96 entro il 31 dicembre 2012. Inoltre, l’onorevole Prataviera della Lega ha presentato un nuovo disegno di legge che rimodula i requisiti del meccanismo di quota 100 di Damiano: se infatti il presidente della Commissione Lavora ha previsto un piano di uscita a 60 anni di età con 40 di contributi, 61 anni e 39 di contributi e così via, per Prataviera quota 100 si potrebbe raggiungere partendo da 35 anni di contributi o 58 anni di età, per cui, per esempio, si potrebbe andare in pensione a 58 anni di età e 42 di contributi, a 59 anni di età e 41 di contributi, o con 35 anni di contributi e 65 anni di età, o con 36 anni di contributi e 64 di età, 37 di contributi e 63 di età, e così via.

Anche il M5S, così come la Lega, ha presentato disegni di legge volti a chiedere la proroga al 2018 del contributivo donna, ma tra le altre misure anche una soluzione definitiva per il pensionamento dei quota 96 della scuola e l’assegno universale. Mentre poi Forza Italia punta soprattutto ad un aumento delle pensioni minime a mille euro, la deputata del Pd Gnecchi ha chiesto di reintrodurre, almeno parzialmente, il divieto di cumulo dei trattamenti pensionistici con i redditi da lavoro, per arrivare ad un risparmio per il sistema previdenziale, ma anche di modulare i requisiti pensionistici in base al tipo di attività lavorativa che si svolge, individuando un criterio di adeguamento dell’aspettativa di vita in virtù delle mansioni svolte, delle qualifiche, della durata dell’attività lavorativa e dell’effettiva durata della pensione, variabili diverse a seconda del lavoro.

E insieme al piano di uscita a quota 100, Cesare Damiano del Pd ha anche proposto un meccanismo di uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti in base all’anno di uscita dal lavoro anticipato rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, che possono arrivare ad un massimo dell’8%; e la possibilità di uscita per tutti con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica del lavoratore.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il