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Ultime notizie pensioni anticipate: indicazioni negative e smentite importanti in aumento questa settimana

Continua a essere pieno di incognite il percorso di revisione del sistema delle pensioni in Italia. Quali novità e ultime notizie?




Restano tutta da scoprire le novità sulle pensioni che saranno effettivamente introdotte nell'ordinamento italiano. Questi sono i giorni dell'attesa del piano Boeri. Il presidente dell'Inps aveva infatti promesso di presentare entro la fine di questo mese le sue proposte di revisione del sistema previdenziale in Italia. Non è ancora chiaro se il documento è stato presentato e soprattutto quando sarà reso pubblico. Alcune posizioni sono già note e le ha espresse lo stesso economista della Bocconi in sede di audizione alla commissione Lavoro alla Camera dei deputati. Oltre che dallo sforzo di perseguire l'equità sociale, aveva argomentato Boeri, le azioni avrebbero tenuto conto della disponibilità economica dell'Italia, piuttosto bassa.

Ecco allora che sembrano perdere quota ipotesi come l'applicazione di quota 100 o della staffetta generazionale per legge mentre continua a rimanere d'attualità l'introduzione dell'assegno universale, di cui vanno definiti tempi e modi. Il tutto mentre l'esecutivo è alle prese con quei rimborsi sulle indicizzazioni delle pensioni, ritenuti "inadeguati e irrisori" da parte del segretario confederale Uil Domenico Proietti e del segretario generale Uil pensionati Romano Bellissima. Dati alla mano, per gli assegni di 1.500 euro, a fronte di 2.477 euro spettanti se si fosse pienamente recuperata l'indicizzazione per il biennio 2012-2013, verranno rimborsati solo 796 euro.

Di nuovo d'attualità anche il decreto previdenza che dovrebbe comprendere anche misure per il sostegno al reddito dei cittadini più indigenti. Il provvedimento si accoderebbe alle varie misure sul welfare, tra cui il decreto sulle Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro che introduce la possibilità di sfruttare il congedo facoltativo non più fino agli otto anni del bambino ma fino ai 12 anni. Il tutto con una retribuzione al 30% dello stipendio fino al sesto anno del figlio. Con questa misura viene introdotta la possibilità di sfruttare il congedo a ore oppure di optare per il part time al posto del congedo parentale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il