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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: le reali attuali posizioni di Poletti, Renzi, Boeri dopo ultimi avvenimenti

Le posizioni ufficiali di premier Renzi, ministro Poletti e presidente Inps Boeri su questione pensioni e possibili prospettive: le ultime notizie




C’è un po’ di confusione ultimamente sulle posizioni del premier Renzi sulle possibili modifiche pensionistiche nonché sull’assegno universale tanto predicato fino a qualche tempo fa. Tra le novità e ultime notizie emerge, infatti, come Renzi prima lo abbia definito incostituzionale, ritrattando poi, a distanza di solo qualche giorno, e tornando a parlarne dopo la sentenza dell’Alta Corte sullo sblocco della contrattazione pubblica. Prima dell’assegno universale, Renzi sembrava aver aperto ad una possibile proroga del contributivo donna, lasciando intendere la sua intenzione da continue dichiarazioni che facevano riferimento a nonne e nipoti.

Lo scorso mese di maggio, infatti, parlando dell’attuale legge pensionistica, Renzi diceva che “Ci sono donne sopra i sessanta anni che vorrebbero andare in pensione, stare con i nipoti2 e per questo sarebbe allo studio del governo un meccanismo per dare maggiore libertà, per cui se una donna vuole andare in pensione rinunciando a quei trenta euro, potrebbe farlo. Lo stesso Renzi ha parlato direttamente di decreto previdenza o povertà, con misure a 360 gradi, sostegno dei meno abbienti ma anche di tagli ad agevolazioni alle famiglie, tanto da averlo prima annunciato per l’inizio del nuovo anno, poi sempre rimandato fino a questi giorni, in cui si preannuncia dopo l’estate, anche se non si sa se arriverà prima o dopo la Manovra Finanziaria d’autunno.

Il premier, inoltre, sostenendo piano di interventi del presidente dell’Inps Boeri e del commissario per la spending review Gutgeld, si è sempre detto favorevole a quel piano di tagli a pensioni di invalidità, reversibilità, baby pensioni, cumulo e ricalcolo degli assegni più alti, da utilizzare in una logica di equa redistribuzione delle risorse economiche derivanti. Contrario invece al ricalcolo degli assegni il ministro del Lavoro Polettti che appoggia invece la staffetta generazionale per sostenere il turn over lavorativo e rilanciare, di conseguenza, l’occupazione giovanile, sostenuta anche da aziende e mondo degli imprenditori; e la mini pensione, senza dimenticare che il meccanismo del prestito pensionistico per andare in pensione prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni era stato proposto proprio dal ministro Poletti.

E’ stato lo stesso Poletti ad annunciare poi il lavoro del governo su nuove leggi pensionistiche, ancora al vaglio, senza però aver preso ancora alcuna decisione concreta né tanto meno aver deciso sul futuro del contributivo donna. Secondo Poletti, infatti, vi sarebbe una difficoltà di interpretazione della norma tra Inps e Ministero del Lavoro, anche se di base non vi sarebbe alcuna interpretazione necessaria da attendere, considerando che si tratta di una norma già stata in vigore e che dovrebbe essere soltanto prorogata.

Tra annunci, parole e promesse, l’unico che, invece, finora è riuscito a mettere in atto tutto ciò che ha annunciato è stato il presidente dell’Inps Boeri, prima con l’operazione tra speranza, poi con il via alla busta arancione, ed è per questo motivo che si ha fiducia nel fatto che domani, martedì 30 giugno, così come da lui stesso anticipato, presenterà al governo la sua proposta organica di interventi sulle pensioni. Dopo aver già bloccato poi l’erogazione del Tfr maturato nel periodo di Cassa Integrazione e mobilità a 42 piloti accusati di aver percepito l’indennità prevista dalla cassa integrazione nonostante lo stipendio percepito da altre compagnie estere; aver siglato una nuova convenzione con i sindacati e Confindustria per l’elaborazione e la comunicazione dei dati relativi alla rappresentanza delle organizzazioni sindacali sui luoghi di lavoro; aver svelato gli assegni gonfiati dell’Inpadp; e aver puntare il dito contro i politici che non hanno detto la verità sul futuro pensionistico dei lavoratori, Boeri, durante la sua ultima audizione in Commissione Lavoro, ha chiaramente detto che quota 100 e piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni non possono essere al momento approvati perché troppo costosi.

Ha detto no anche alla staffetta generazionale, mentre ha aperto alla possibile proroga del contributivo donna anche oltre al 2015, dichiarando l’intenzione di volerla estendere anche agli uomini. Continua invece ad essere convinto dell’utilità che avrebbe il ricalcolo degli assegni finali risultati dal sistema contributivo, utile innanzitutto a ristabilire equità sociale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il