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Statali: rinnovo stipendi e contratti. Trattative si aprono. I punti di vista di Madia e Renzi in riforma PA

La sentenza della Consulta ha tolto il blocco al rinnovo del contratto dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. Per i sindacati si devono aprire immediatamente le trattative. Il Governo intende attendere la pubblicazione della sentenza.




E’ di pochi giorni fa la decisione della Corte Costituzionale, che ha dichiarato non ammissibile il blocco dei contratti per i dipendenti della P.A. e sul rinnovo dei contratti stessi si aprono già i primi dissidi tra sindacati e governo. I rappresentanti dei lavoratori infatti, premono per essere convocati quanto prima dal governo per iniziare le trattative sul rinnovo, ma da parte dell’esecutivo c’è l’intenzione di attendere il deposito della sentenza prima di aprire le consultazioni. Il tempo non sembra eccessivo, visto che al massimo tra decisione e deposito della sentenza sono previsti 20 giorni al massimo, ma la "frenata" da parte del governo è tesa a portare la prossima contrattazione nell’ambito di un "premio al merito", ed inoltre è necessario attendere la nuova legge di stabilità, nella quale saranno indicate le risorse disponibili per la contrattazione.

Nello stesso tempo tutti i sindacati premono affinchè il via alle trattative sia il più rapido possibile, ed anche Cesare Damiano, l’esponente del PD che è a capo della Commissione Lavoro di Montecitorio ha espresso l’auspicio che la convocazione dei sindacati sia fatta entro l’estate. Oltre ai sindacati della P.A., dopo la sentenza della Consulta si sta muovendo anche il Codacons, che ha annunciato l’intenzione di proporre una "class action" che consenta ai lavoratori interessati di recuperare almeno gli "adeguamenti all' inflazione" del secondo semestre 2015, in quanto la sentenza della Consulta comporta in maniera "automatica" il diritto ad avere in busta paga gli aumenti dell’inflazione precedentemente bloccati. In questo caso se sarà seguito lo stesso metodo attuato per il rimborso pensioni, un rimborso, seppur minimo, dovrebbe essere assicurato, per la seconda parte del 2015. Un esborso per il quale sarà comunque necessario trovare le relative coperture.

La ripresa delle trattative per i dipendenti statali potrebbe portare un aggravio per le casse dello stato pari a circa 1,66 miliardi di euro nei conti del 2016, di 4,16 miliardi di euro per il 2017 e di 6,69 miliardi di euro per il 2018. Nello stesso tempo si dovrà tenere conto che una parte di questi costi potrebbe rientrare in quanto gli aumenti concessi ai dipendenti stati in alcuni casi potrebbero portare al superamento della soglia per ottenere il bonus di 80 euro che è stato concesso dallo scorso anno dal governo. Il Def del governo ha stabilito una inflazione prevista per il 2016, pari all’1%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il