BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni anticipate ultime notizie solo da Ue e tribunali leggi fatte in ultimi anni. Fermata e inerme politica a tutti i livelli

Mentre il parlamento è alle prese con lungaggini burocratiche e stancanti confronti, qualcosa sulle pensioni sta realmente cambiando.




Le principali novità sul fronte della pensioni sono arrivate da tribunali e dai provvedimenti presi a livello locale. Come riferiscono le ultime notizie, il governo non ha messo la questione previdenziale al centro dei suoi interventi mentre il parlamento si sta rivelando piuttosto lento nel giungere a una sintesi delle posizioni e prendere una decisione definitiva. Ecco allora che a fine aprile l'Alta Corte ha bocciato il blocco della perequazione 2012-2013, definendolo incostituzionale. La norma del decreto salva Italia aveva bloccato il meccanismo che adegua le pensioni al costo della vita degli assegni di importo superiore di 3 volte il trattamento minimo. Un diritto per la Consulta costituzionalmente fondato.

Solo pochi giorni fa, lo stesso tribunale ha dichiarato illegittimo lo stop al rinnovo contrattuali degli statali, anche se non ha disposto la retroattività degli effetti del provvedimento. Le conseguenze sono perciò di 2 tipi: non ci sarà alcun rimborso e a settembre il governo, come confermato dal ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, sarà costretto a mettere mano alla materia. Il tutto sotto l'occhio vigile dell'Unione Europea, da sempre contraria per ragioni economiche al cambiamento delle attuali regole sulla previdenza in Italia. Già, perché Bruxelles recita una parte da protagonista e frena rispetto all'ammorbidimento dei requisiti per andare in pensione.

Si accennava all'attivismo delle regioni: ebbene, in Sicilia sono stati introdotti meccanismi di uscita anticipata per i dipendenti in esubero mentre in Piemonte lavoratori over 50 a cui mancano tre anni per la maturazione dei requisiti per il congedo, possono usufruire di condizioni privilegiate per il ritiro nell'ambito della staffetta generazionale con giovani disoccupati tra 18 e 32 anni. In Calabria, i lavoratori a tempo indeterminato hanno a disposizione uno scivolo per i raggiungimento delle condizioni per andare in pensione; a Trento è in vigore il reddito di garanzia per le famiglie in stato di indigenza. Uno strumento simile è attivo in Molise.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il