Curriculum Vitae laureati: l'85% di quelli inviati contiene errori grammaticalI

Il Curriculum Vitae, detto anche semplicemente curriculum, è il biglietto da visita tramite il quale chi è in cerca di un'occupazione si propone alle aziende



Il Curriculum Vitae, detto anche semplicemente curriculum, è il biglietto da visita tramite il quale chi è in cerca di un'occupazione si propone alle aziende. Scritto generalmente in forma schematica, dovrebbe contenere tutte le informazioni anagrafiche e le esperienze professionali fatte dal candidato. Una ricerca condotta dalla Gdip, l’Associazione Direttori Risorse Umane, rivela che i curriculum degli italiani sono spesso infarciti di errori grammaticali e ingenuità a dir poco clamorose. Molti i bluff, sia sui voti che sugli anni passati realmente sui banchi di scuola.

Dal questionario, compilato da 124 direttori delle risorse umane, emerge che 85% dei giovani in cerca di lavoro commette spesso errori ortografici o lessicali. Gli errori sono presenti in genere nelle domande degli under 25 ma non mancano nei curriculum compilati da chi aspira ad occupare posizioni di alta responsabilità. Il problema delle castronerie grammaticali risulta ancor più evidente da quando le domande vengono inviate via e-mail. Questo sistema è di certo più rapido ma anche più vulnerabile alle sviste. Imponente poi la presenza di informazioni inutili, presenti sul 50.4% dei curriculum.

“La verità – spiega Paolo Citterio, presidente della Gdip – è che comunque non esiste il curriculum perfetto: esiste solo quello adeguato al suo scopo. Se cerco un buon addetto al marketing non mi interessa sapere se il candidato ha fatto la scuola di soccorso alpino, ma può dirmi qualcosa che abbia venduto”. Estremamente importante appare poi la cura nel dettaglio per quanto riguarda la presenza di date. I selezionatori vogliono misurare e calcolare la carriera dei loro possibili dipendenti. Il voto di laurea, incredibile a dirsi, interessa meno del tempo passato dal candidato all’università.

“Non cerchiamo secchioni che ci mettono 8 anni a prendere 110 e lode – commenta Citterio - ma pragmatici che sanno come raggiungere un obiettivo nel tempo giusto”. Ma come si compila dunque un curriculum vitae?

Esiste una sorta di decalogo, stilato dagli stessi direttori delle risorse umane aderenti alla Gdip. Intanto il Cv deve essere ordinato, schematico e non dispersivo. Vietato scrivere a mano libera. Rileggere più volte la lettera di accompagnamento e il curriculum, un errore grammaticale anche involontario potrebbe compromettere l’eventuale assunzione. Cercare di essere sinceri, evitando di nascondere inciampi nella carriera scolastica. Mai parlare male dei precedenti datori di lavoro. Evitare di segnalare competenze banali e generiche che poco hanno a che fare con la posizione che si vorrebbe occupare. Ultima regola da rispettare è quella di non dilungarsi sull’elencazione delle proprie ambizioni. Un selezionatore su quattro si dice infastidito da chi si sofferma eccessivamente su ciò che vuole e non su quello che può offrire all’azienda.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il