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Pensioni vecchiaia, donne, anzianità riforma Governo Renzi: novità per chi, come quota 100, assegno universale piano Boeri

Interventi negativi e tagli, ricalcolo contributivo, proroga del contributivo donna e assegno universale ma non per tutti: indiscrezioni su misure piano Boeri e novità




Interventi negativi e tagli, ricalcolo contributivo, proroga del contributivo donna e assegno universale ma non per tutti: queste le misure che dovrebbero rientrare nel piano pensioni che il presidente dell’Inps Boeri ha presentato a Palazzo Chigi e che dovrebbe ufficialmente essere presentato il prossimo 8 luglio alle Camere. Nulla, dunque, sui tanto auspicati piani di prepensionamento, ma c’era da aspettarselo, considerando che era stato lo stesso Boeri, qualche settimana fa in Commissione Lavoro, a rimandare questi interventi perché al momento troppo costosi.

Si potrebbero, dunque, prevedere revisione di ricongiunzioni onerose, tagli a pensioni di invalidità, reversibilità, cumulo, guerra, baby pensioni, sostenuti anche dal premier Renzi e dal commissario per la spending review Gutgeld, e ricalcolo contributivo per chi percepisce pensioni più elevate, in parte risultato del vecchio e più vantaggioso calcolo retributivo. Boeri ha detto no anche alla staffetta generazionale, mentre nulla è stato detto in riferimento alla mini pensione.

Gli interventi negativi sono pensati in un’ottica di recupero di nuove risorse economiche e da riutilizzare in una logica di redistribuzione delle stesse, in modo da assicurare maggiore equità sociale tra tutti i contribuenti e appianare i gap oggi esistenti. In questo quadro decisamente nero per molti lavoratori, l’unica nota positiva potrebbe essere l’apertura del presidente Boeri alla possibile proroga del contributivo donna, anche oltre il 2015, e che potrebbe essere allargato a comprendere anche gli uomini.

Come detto, la presentazione ufficiale alle Camere potrebbe avvenire forse 8 luglio o ancora oltre e si tratta di giorni in più che  Boeri ha voluto prendersi innanzitutto perché sono in programma una serie di incontri con i ministro del Lavoro Poletti, dell’Economia Padoan e con i sindacati nei prossimi giorni, ma anche per capire come evolverà la situazione della crisi greca e se davvero il Paese uscirà dall’Ue, con pesanti ripercussioni su tutta l’Europa e l’Italia, visto che la Grecia è in debito con il nostro Paese di ben 65 miliardi di euro totali prestati proprio per evitarne il default e che se dovesse uscire dall’Ue non verrebbero mai restituiti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il