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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: modifiche peggiorative nel DEF riscritto, nulla su quota 100, assegno universale

Tagli alle agevolazioni fiscali alle famiglie e primi peggioramenti in Def 2015: quali le possibilità di modifica delle pensioni e quando?




Il ministro dell’Economia Padoan lo aveva annunciato qualche settimana fa e ora le novità e ultime notizie lo confermano: il Def, Documento di Economia e Finanza che pone la basi per la definizione degli interventi della prossima Manovra Finanziaria, è stato rivisto, o meglio, all’indomani delle sentenze dell’Alta Corte sullo sblocco dei contratti pubblici e sui risarcimenti ai pensionati, sono stati rivisti i conti del Def e sono in via di definizione del risorse economiche ancora disponibili per ulteriori interventi. Bisognerà capire, però, se ci saranno effettivamente e quali sono gli interventi prioritari per il governo.

Di certo c’è che sono previsti quei tagli alle agevolazioni fiscali alle famiglie, già allo studio da qualche tempo dei tecnici della spending review. Escluse dai tagli le detrazioni sul lavoro dipendente, sulle pensioni, sui mutui per la prima casa e sulle spese sanitarie. I soldi che si risparmieranno serviranno per un fondo volto a ridurre la pressione fiscale. Si tratta di primi peggioramenti concreti ma che traghetteranno verso il nuovo decreto previdenza, che conterrà, tra le altre, misure a sostegno della povertà, come il salario minimo, mentre per quanto riguarda quota 100 e altre forme di prepensionamento al momento ci sono solo parole e promesse che attendono ancora concretezza.

Lo scorso mese di aprile, infatti, la Camera aveva approvato la risoluzione di maggioranza sul nuovo Def 2015 che prevedeva la totale attuazione alla legge delega sul lavoro prorogando anche oltre il 2015 i nuovi ammortizzatori sociali Dis-Coll e Asdi. Tra le richieste anche quella di impegnarsi a modificare l’attuale legge previdenziale cercando di modificare i requisiti di oggi per l’uscita dal lavoro e prorogare il contributivo donna, il tutto, chiaramente, compatibilmente con la disponibilità delle risorse economiche.

Si tratta, però, di un impegno che al momento sembra distante dall’essere mantenuto, perché le risorse economiche per l’approvazione di piani come quota 100, mini pensione, o anche assegno universale per tutti non ci sono, tanto che, in riferimento all’assegno in particolar modo, il premier Renzi si è rivolto ai sindacati chiedendo che appoggino l’erogazione degli aumenti degli stipendi di dipendenti pubblici in maniera graduale e progressiva, partendo dai redditi più bassi, in modo da lasciare da parte qualche risorse che potrebbe servire per l’assegno universale ai meno abbienti, e non a tutti almeno nella fase iniziale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il