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Durc Online in vigore, è ufficiale seppur proroga richiesta problemi. Come funziona per chi e quando come fare richiesta,domanda

Attesa risposta sulla richiesta di proroga dell’avvio del Durc online 2015 al prossimo settembre: a cosa serve e problemi




Dopo la proroga per la definizione degli avvisi di irregolarità notificati via Pec ai Consulenti del Lavoro, è stata chiesta al presidente dell'Inps Boeri la possibilità di prorogare l'entrata in vigore del Durc Online 2015 del governo Renzi, Documento Unico di Regolarità Contributiva, un certificato unico appunto che attesta la regolarità di un’impresa nei pagamenti e negli adempimenti previdenziali, assistenziali e  assicurativi, e l’adempimento a tutti gli altri obblighi previsti dalla normativa vigente nei confronti di Inps e Inail, da oggi primo luglio al prossimo 30 settembre in modo da evitare che le aziende si ritrovassero in difficoltà. Ma si attende ancora una risposta ufficiale a tale richiesta.  

Secondo la presidente dei Consulenti del Lavoro Calderone, la procedura non ha dato ai professionisti intermediari la possibilità di sperimentarla preventivamente, per cui non si ha alcuna certezza che vengano ben inserite tutte le informazioni necessarie e che vengano “correttamente contabilizzate le rateizzazioni, sia in sede amministrativa che presso l’agente della riscossione, nonché le pratiche che sono state regolarizzate nei giorni scorsi o per le quali i Consulenti del Lavoro di riferimento hanno trasmesso i giustificativi a dimostrazione della infondatezza delle pretese dell’Istituto”.

Considerando le incertezze e i dubbi, ha nuovamente chiesto ieri al presidente dell’Inps di prorogare al 30 settembre l'avvio del Durc online, per definire tutte le posizioni pendenti e non creare ulteriori problemi alle aziende, che già vivono parecchie difficoltà a causa della crisi economica attuale del nostro Paese.

Il Durc contiene i risultati delle verifiche effettuate parallelamente da Inail, Inps e Cassa Edile sulla posizione contributiva dell'impresa, e permette di verificare la regolarità contributiva con un’unica operazione nelle banche dati di Inps, Inail e Casse Edili, inserendo il codice fiscale del soggetto da controllare. Come detto, oltre che sui portali Inps e Inail, la verifica coinvolge le Casse Edili quando le imprese sono classificate o classificabili ai fini previdenziali nel settore industria o artigianato per le attività dell'edilizia. La classificazione ai fini previdenziali riguarda esclusivamente il codice statistico contributivo (c.s.c.) assegnato dall’Inps ai datori di lavoro operanti nell’edilizia. La verifica includerà quindi la regolarità contributiva nei confronti delle Casse edili se per il codice fiscale indicato è presente negli archivi dell’Inps un c.s.c. edile.
 
Le verifiche online possono essere effettuate da imprese, Pubbliche amministrazioni, Soa, banche e intermediari finanziari. Le banche e gli intermediari finanziari, così come gli altri soggetti delegati alla verifica, devono dotarsi di un apposito atto di delega che il delegante dovrà comunicare agli Istituti. Il servizio l’accesso sarà possibile solo dal portale dell’Inps,

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il