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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: conseguenze per chi deve andare in pensioni e chi è già piano Boeri

Nuove indiscrezioni su ricalcolo assegno pensioni in nuovo piano del presidente dell’Inps Boeri: prossimo 8 luglio probabilmente presentato alle Camere




Ancora qualche giorno e il presidente dell’Inps, Tito Boeri, dovrebbe presentare il suo nuovo piano pensioni alle Camere probabilmente il prossimo 8 luglio. Dovrebbe essere confermata la cancellazione, al momento, dei piani di prepensionamento come quota 100 o uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, e le novità e ultime notizie confermano che dovrebbe contenere solo interventi negativi. Stiamo parlando di quei  tagli a baby pensioni, pensioni di invalidità, reversibilità, cumulo, guerra, sostenuti anche da premier Renzi e commissario per la spending review Gutgeld.

Unica nota positiva potrebbe essere quella della conferma della proroga del contributivo donna: il presidente dell’Inps, infatti, durante la sua ultima audizione in Commissione Lavoro lo scorso 10 giugno ha aperto a questa possibilità, con l’intenzione di estendere questa opzione anche agli uomini. In quest’ultimo caso, però, è bene prendere con le pinze quanto detto. L’intenzione di Boeri è quella di ristabilire innanzitutto un’equità sociale che nel tempo è andata perduta, tanto che sin dall’inizio del suo incarico ha parlato di ‘iniquità pazzesche’ da risolvere e accumulare nuovi risparmi da redistribuire in maniera equa tra tutti.

Tra le ulteriori indiscrezioni trapelate sulle possibili misure del piano Boeri il ricalcolo contributivo di cui si parla ormai da tempo e su cui rilancia da sempre il presidente dell’Inps tra i punti principali del suo lavoro. Dopo l'incontro con ministro del Lavoro Poletti e ministro dell'Economia Padoan, è emerso chiaramente che l'intenzione di Boeri è quella di procedere con il ricalcolo degli assegni non solo di deve andare in pensione ma anche di chi lo è già e percepisce un trattamento in parte risultato del vecchio sistema retributivo.

Si tratta di un meccanismo che potrebbe permettere di modificare, in un secondo momento, i requisiti di accesso alla pensione, consentendo di abbassare l’età pensionabile per tutti. Previste anche una revisione di alcune prestazioni assistenziali a vantaggio dei più abbienti e un sistema di sostegno della  contribuzione mista dei lavoratori con carriere discontinue.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il