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Pensioni Governo Renzi riforma ultime notizie: assegno universale, staffetta indiretta con PA legge, velocizzare quota 100

Discussione sulla riforma della P.A. potrebbe spingere anche quella sulle pensioni: i motivi e le misure da sostenere eventualmente. Le ultime notizie




E’ nuovo pressing sulla riforma della Pubblica Amministrazione: il premier Renzi preme sull’acceleratore sulle riforme e, indirettamente, potrebbe essere un’opportunità di interventi sulle pensioni, da quota 100 ad assegno universale. Tra le novità e ultime notizie la discussione sulla norma sull’aumento delle retribuzioni statali in maniera progressiva partendo dai redditi più bassi, per avere risparmi da utilizzare per eventuali ulteriori margini di manovra. Questa quanto richiesto per lo meno dal premier Renzi ai sindacati.

Se, infatti, gli aumenti venissero definiti in maniera uguale per tutti, non si potrebbe far nulla per l’assegno universale e si avrebbero ulteriori ripercussioni negative su eventuali interventi pensionistici. Dunque, in base ai costi necessari per le misure della riforma della P.A. si potrebbero definire eventuali novità sulle pensioni nella prossima Manovra Finanziaria. Ma non è solo una questione di soldi: la discussione della riforma della P.A. potrebbe accelerare quella sulle pensioni in maniera diretta anche perché prevede diversi emendamenti su part time e staffetta generazionale per favorire il ricambio generazionale e svecchiare il comparto della P.A., tra i più anziani d’Europa.

La staffetta generazionale era stata presentata già dal ministro Madia, proponendo un piano che lasciasse ai lavoratori cui mancassero pochi anni alla pensione la possibilità di scegliere di passare dall’impiego full time all’impiego part time, con stipendio ridotto, e contributi che avrebbero dovuto essere regolarmente pagati però dallo Stato fino alla maturazione della naturale pensione.

La Ragioneria di Stato aveva bloccato questa ipotesi perché troppo costosa per lo Stato, il piano è stato poi rimodulato prevedendo il pagamento dei contributi mancanti alla pensione a carico dei lavoratori stessi, meccanismo che però non avrebbe avuto alcuna convenienza per i lavoratori che comunque non sarebbero stati portati a scegliere il part time. Ma il ministro dell’Economia Padoan e il presidente dell’Inps Boeri sono contrari.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il