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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi in Italia negative, seppur in USA dopo decenni svolta positiva pensioni, welfare

Se in Italia la questione delle pensioni non riesce a decollare, negli Stati Uniti si intravedono i primi segnali del cambiamento.




Se gli Stati Uniti devono essere presi a modello, perché non viene seguita una strada opposta quando si parla di pensioni e welfare. Al netto delle diverse condizioni economiche, non si può fare a meno di notare come Obama abbia annunciato una legge per pagare gli straordinari a milioni di lavoratori mentre da noi si discute da mesi sull'eventuale applicazione dell'assegno universale per chi vive in condizioni di indigenza. Uno strumento, si ricorda, che trova già spazio in quasi tutti i paesi europei. Non solo, ma la strada indicata, come annunciato a più riprese dallo stesso premier Matteo Renzi e dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, è quella dei tagli e della revisione della spesa pubblica, anche previdenziale. Poi, eventualmente, si pensa alle modifiche da introdurre.

Una posizione legittima, intendiamoci, ma come metterla con i tanti lavoratori che, pur volendo, non riescono ad andare in pensione in un conteso di alta percentuale di disoccupazione giovanile. La cosiddetta staffetta generazionale è un miraggio. Tanto per dare qualche numero, nel mese di maggio gli occupati sono scesi di 63.000 unità rispetto al mese precedente, pari allo 0,3% in meno. A maggio il tasso di disoccupazione resta invariato rispetto al mese precedente. Nei 12 mesi il numero di disoccupati è diminuito dell'1,8% (-59.000) e il tasso dei senza lavoro di 0,2 punti. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni aumenta a maggio di 36.000 unità, dopo il calo di 4 mesi.

E se il governo Obama ha iniziato un percorso per sostenere le pensioni più basse elaborando disegni di legge ad hoc, da noi la questione previdenziale non riesce ad andare al di là del dibattito. E i temi più frequenti, come racconta il Def, sono adesso quelli del taglio degli assegni di invalidità e di reversibilità e della revisione dei criteri per il cumulo. Giusto ridurre gli sprechi, ma meglio se accompagnati da politiche riformiste di segno positivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il