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Pensioni riforma ultime notizie Renzi quota 100, assegno universale, contributivo confronto con Salvini intervista Sole24Ore

Ecco le attuali posizioni politiche sulla questione delle pensioni del premier Matteo Renzi e di Matteo Salvini, leader della Lega.




Le recenti interviste rilasciate al Sole 24 Ore dal premier Matteo Renzi prima e dal Matteo Salvini, leader della Lega, poi, sono emblematiche della difficoltà a cambiare le pensioni in Italia. Misure come l'applicazione di quota 100 o l'introduzione dell'assegno universale appaiono miraggi quasi irraggiungibili. Renzi, che avrebbe la possibilità di intervenire sull'attuale legge previdenziale, sfiora l'argomento e lo tira in ballo solo per affermare che "non abbiamo tolto le baby pensioni agli italiani per lasciarle ai greci", pur sapendo che in questo noi sono coinvolti i governi precedenti.

Per il resto, dopo aver ricordato che in un anno il parlamento ha licenziato, tra l'altro l'operazione 80 euro, ha ricordato che "siamo in fase di approvazione finale su scuola, pubblica amministrazione e riforma costituzionale". Sappiamo però che il presidente del Consiglio è in attesa del piano Boeri, atteso per la prossima settimana, e sarebbe anche disposto a un compromesso al ribasso, magari accettando l'assegno universale limitato per i più indigenti o il ricalcolo dell'assegno per tutti sulla base dei contributi versati, nell'ambito della sostenibilità economica.

Le pensioni per Salvini sono argomento di battaglia politica e nel corso dell'intervista punta l'indice conto l'attuale legge "indegna, iniqua e irrispettosa. Ha violato i diritti acquisiti. Ci sono 50.000 esodati senza risposta. Va sicuramente anticipata l'età del ritiro. Con la Fornero siamo il paese europeo che va in pensione più tardi. Mi sta anche bene prendere una proposta della sinistra, di Damiano, la legge 857 che è in Parlamento. Prevede di riportare l’età a 62 anni, lui dice con penalizzazioni, io dico con un meccanismo diverso. Ma partiamo da lì". A suo dire, c'è un problema di impostazione culturale: "Conti in ordine, ma gente senza lavoro". Spazio alla staffetta generazionale: "Se tengo milioni di lavoratori in tarda età legati al loro posto di lavoro tolgo spazio ai giovani. Preferisco far lavorare uno più giovane e più motivato, mandando in pensione una persona a 62 anni".

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il