BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Grecia oggi lunedì 6 Luglio 2015 dopo risultati ufficiali referendum. Diretta trattative Bce, Tsprisas, Merkel, Hollande, Ue

Seguiamo in diretta con aggiornamenti in tempo reale il voto sul referendum in Grecia con previsioni, spoglio voto, risultati ufficiali e parziali




Aggiornamento: La Csu e i partiti tedeschi alleati della Merkel salutano la Grecia, dicendo che un accordo ora è impossibile e lo dice anche il vicecancelliere tedesco. La Merkel parlando domani con Hollad, che stasera ha già parlato con Tsipras, vuole forse prendere tempo e cercare un accordo in extremis. La situazione su cosa succederà domani lunedì 6 Luglio è davvero complessa perchè i soldi nelle banche mancano davvero. I politici greci si dicono pronti a rirpensere il negoziato, anche Samaras, dice di vole affiancare Tsprisas, quasi in un Governo di Unità Nazionale da presentare all'Ue, ma tutto appare poco chiaro.

Aggiornamento: tra le ultime notizie e novità, sembra che la Merkel abbia un incontro domani con Hollande o Parigi anche se alcuni parlano che si è già imbarcata in volo

Aggiornamento: Il 55% è il dato del'affluenza, al momento si parla solo di previsioni di voto, ma che vedono vincere il no con il 60%, probabilmente il 61% e il sì con con meno del 40%.

Aggiornamento: sulle isole stravince il no ma anche al Pireo e più in generale fuori Atene.  Sono comunque ancora risultati molto limitati, i primi veri arriveranno alle 21

Aggiornamento: le prime previsioni danno il no al 51, 53 percento ma siamo solo agli inizi. I veri exit poll sono attesi circa per le ore 21.

Aggiornamento: i risultati parziali ufficiali arriveranno oggi alle ore 21 greche, quando dovrebbero esserci le previsioni e gli exit poll delle prime 10 sezioni scrutinate. Questo solo se le elezioni finiranno davvero alle 17 con la chiusura delle urne, perché potrebbero esserci almeno altre due di voto aperto per far continuare a votare chi e in coda. Al momento le previsioni sono sempre incerte tra il si è il no. Vi terremo aggiornati tra le ultime novità e novità, con gli aggiornamenti in diretta.

L’esito del voto del referendum in Grecia, per cui si vota domani, domenica 5 luglio, potrebbe rappresentare una vera proprio svolta, ancora non si sa se positiva e negativa. Sarebbero, infatti, diverse le conseguenze di qualsiasi risultato ma di certo si sa che c’è chi auspica l’uscita del Paese della Grecia e non solo tra i greci. Decidere, infatti, di uscire dall’Ue sarebbe un atto di coraggio per dimostrare che è ora di cambiare strada e di finirla con le politiche di austerità imposte dall’Europa. L’annuncio del referendum è arrivato dopo il fallimento, giovedì notte, dell’ennesima trattativa tra Grecia e i suoi creditori, i paesi dell’eurozona cioè, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale, per un ulteriore prestito alla Grecia.

E domani i greci si preparano a votare se decidere di accettare le politiche di austerità e i tagli chiesti dall’Europa per permettere alla Grecia di continuare a far parte dell’Ue o decidere di non accettare e uscirne. Tra le proposte e posizioni del governo greco, non vuole una tassa (valida però soltanto un anno) del 12% sui profitti ottenuti dalle aziende superiori ai 500 mila euro, ma vuole portare al 3,9% il contributo che le imprese devono versare per le pensioni dei loro dipendenti e la loro aliquota sul reddito sia portata dal 26 al 29%.

Tsipras ha, inoltre, proposto di portare l’età pensionabile a 67 anni entro il 2022, anticipandola rispetto al 2036 proposto nei mesi scorsi e al 2025 che aveva proposto all’inizio della settimana; ha anche accettato di eliminare l’EKAS, un assegno integrativo per pensionati indigenti entro il 2018, sostituendolo con un altro strumento che però non ha ancora chiarito quale dovrebbe essere.; e poi c’è il capitolo dell’Iva. Il governo greco ha proposto di tassare tutto il cibo con l’Iva al 13%, e non più al 23, stessa aliquota anche per gli hotel, in modo da sostenere l’industria turistica del paese; e ha anche chiesto l’introduzione di un’aliquota al 6% al posto delle sole due da 13 e 23 proposte dall’Europa.

E’ stata, però, ripristinata la richiesta di mantenere un’esenzione del 30% sull’Iva pagata dagli abitanti delle isole greche. Il motivo di tale esenzione è che la vita in molte delle isole greche più lontane dalla terraferma è più costosa che nel resto del paese, ma a controbilanciare questa misura vi sarebbe un aumento della tassazione sul gioco d’azzardo, sui beni di lusso e diverse altre entrate una tantum. Nessun taglio, invece, alla spesa militare di 400 milioni di euro, come chiesto dai creditori, gli stessi che hanno respinto il piano sostenendo che i conti non tornano e che le entrate prodotte da diverse misure una tantum sono state sovrastimate.

E hanno formulato una controproposta, dicendosi, per esempio, contrari alla tassa una tantum sui profitti delle imprese e sull’aumento della contribuzione a loro carico perché, sostengono, danneggerà la ripresa del paese; per le pensioni, i creditori hanno chiesto l’eliminazione dell’EKAS entro il 2019, concedendo un anno di tempo in più rispetto alla richiesta precedente; hanno, però, appoggiato, però, l’età di pensionamento a 67 anni entro il 2022 e accettato l’aliquota Iva al 6% per prodotti farmaceutici, libri e biglietti del teatro. Nulla da fare invece per l’aliquota al 13% sul cibo e sullo sconto Iva alle isole.

Secondo gli attuali sondaggi il popolo greco ad oggi sarebbe divisi su un 50 e 50 ma domani seguiremo in diretta evoluzione e dati su affluenza e previsioni durante tutta la giornata fornendo aggiornamenti in tempo reale dagli exit poll sino alla fine delle votazioni.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il