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Ancora nuove dichiarazioni su pensioni e possibili novità da Giacobbe, Baruffi, Boeri, Poletti, Padoan, Renzi. Le ultime notizie e prospettive




Anche la settimana appena conclusa ha visto un susseguirsi di dichiarazioni da parte di autorevoli esponenti politici che hanno riportato diverse novità e ultime notizie. Intervenuta qualche giorno fa alla Camera, l'onorevole Anna Giacobbe ha spiegato quanto siano importanti le modifiche alle regole dell'attuale legge pensioni, soprattutto dei requisiti di uscita dal lavoro ma anche con misure di contrasto alla povertà. La legge attuale è stata definita 'utile' per le circostanze di grande crisi in cui è stata formulata, ma considerando le nuovi condizioni, è consigliabile modificare le regole attuali che stanno irrigidendo il sistema pensionistico e l’accesso dei più giovani nel mondo del lavoro. Dallo stesso parere Davide Baruffi (Pd), membro della commissione Lavoro della Camera, che ha chiesto modifiche a partire dal prossimo primo gennaio 2016 nonché misure per la salvaguardia degli esodati.

Dopo l’incontro di lunedì scorso con il premier Renzi a Palazzo Chigi, il presidente dell’Inps Boeri non ha rilasciato alcuna intervista e dichiarazione alcuna sulle pensioni in questi ultimi giorni, si attende la presentazione del suo piano alle Camere mercoledì prossimo 8 luglio, ma ha continuato la serie di incontri annunciati, prima con i ministri di Lavoro ed Economia Poletti e Padoan ed è in programma giovedì prossimo 9 luglio un nuovo tavolo con i sindacati.

Per quanto riguarda il piano pensioni e le eventuali misure, il vero problema dell’intervento rimangono le coperture economiche, bisognerà infatti fare i conti con le misure ‘obbligate’ della prossima Manovra Finanziaria e le eventuali rimanenti da impiegare forse per le pensioni, anche se è probabile che tutto sarà rimandato al prossimo 2016. Ha fatto riferimenti alle pensioni anche il ministro del Lavoro Poletti in occasione del Congresso sull’occupazione tenutosi a Palermo. Secondo Poletti, effetti negativi sulla previdenza hanno avuto i contratti precari, “perché contratti precari e carriere interrotte producono un problema serio per le pensioni future. Questi lavoratori, quando si troveranno in quella condizione, verificheranno quanto danno è stato fatto”.

E’ dunque necessario cambiare questo meccanismo contrattuale e continuare a lavorare, così come iniziato con il Jobs Act, per produrre le condizioni per sostenere sempre più la realizzazione del contratto a tempo indeterminato in Italia. Una strada orientata verso la crescita è quella sostenuta dal ministro dell’Economia Padoan. L’obiettivo del governo è ridurre il prelievo fiscale su famiglie e imprese, scongiurare gli aumenti di Iva e accise, introdurre la local tax nella prossima Manovra Finanziaria che, però, ha sostenuto Padoan,non dovrebbe prevedere alcun interventi sulle pensioni.

Augurandosi cambiamenti di politiche e strategie di lavoro dell’Europa, il premier Renzi  in questi giorni è tornato a parlare dell’assegno universale. Dopo aver definito incostituzionale qualche settimana fa, sembra aver ritrattato, spiegando che come misura a sostegno di coloro che rischiano di ritrovarsi in gravi difficoltà economiche, possa essere sì approvato ma non per tutti e a patto che i sindacati accettino gli aumenti degli stipendi degli statali in maniera graduale, partendo dai redditi più bassi, in modo da avere risorse in più da usare per l’assegno. E con l’accelerazioni data alla riforma della P.A. si spera di capire quale potrebbe essere il futuro di staffetta generazionale e part time.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il