Buoni pasto: come funzionano da 5-7 euro elettronica, cartacei. Ticket per fare la spesa, chi può quando con nuove regole

Nuove regole per i buoni pasti cartacei ed elettronici che si potranno cumulare per fare la spesa al supmercato

Buoni pasto: come funzionano da 5-7 euro


AGGIORNAMENTO Regole ufficiali Buoni Pasto elettronici e cartacei al 4 Febbraio 2017: Una nuova legge sta per entrare in vigore da pate del Governo Gentiloni e per le ultime notizie e ultimissime dovrebbe essere ufficiale a breve in quanto tutte le parti dal Ministero del Tesoro, Associazioni Consumatori e di Categorie hanno dato il loro assenso a questa novità. Il punto principale consisterà che i buoni pranzo o ticket che dir si voglia cartacei o elettronici potranno essere cumulabili, si potranno sommare per fare la spesa al supermercato e nei negozi che li prendono. Questo finora non era legale, anche se diversi supermercati, catene di distribuzione e negozi stessi permettevano di utilizzarlo e sommarli lo stesso. In questo caso, dunque, si rende legale una norma che de facto funzionava già e permetterà di fissare un limite che tutti i supermercati dovranno accettare senza regole proprie. Al momento il cumulo sembra sarà di 10 buoni pasto di qualsiasi valore e sia se sono cartacei o elettronici. Se non sarà di dieci, si cambierà con 7-8 buoni pasto, ma tutto appare deciso come detto ufficialmente e spiegato in ottica di semplificazione. Tutti i dettagli in questo ulteriore articolo

 

Mercoledì primo luglio è entrato in vigore il divieto di fare la spesa al supermercato con più buoni pasto elettronici, forniti dal datore di lavoro. La novità è riportata nella recente riforma che consente ai lavoratori di ricevere ticket restaurant solo in modalità elettronica, il cui valore è salito da 5,29 euro a 7 euro al giorno, non utilizzabili oltre tale soglia e non spendibili nelle giornate non lavorative.

La legge prevede la detassazione delle prestazioni sostitutive del servizio di mensa come i buoni pasto fino all’importo giornaliero di 7 euro e che le prestazioni sostitutive in questione interessano la generalità dei dipendenti o intere categorie omogenee di essi.

Per fruire dell’agevolazione fiscale e contributiva, il datore di lavoro dovrà distribuire un numero di buoni non superiore ai giorni realmente lavorati dal dipendente: l’esenzione infatti non opera in caso di assenza per ferie, malattia o quando il vitto viene offerto tramite mensa, convenzione con esercizi pubblici o, in caso di trasferte fuori del Comune, attraverso rimborso. Per i buoni pasto cartacei, invece, la soglia di esenzione rimarrà invariata a 5,29 euro e così come resta ferma la totale deducibilità del costo e l'integrale detraibilità dell'Iva in capo all'azienda-datore di lavoro.

La novità riguarda, dunque, solo i buoni pasto elettronici, cioè i titoli di pagamento dal valore predeterminato assegnati dall’azienda al lavoratore dipendente del settore pubblico e privato come servizio sostitutivo della mensa e spendibili presso i circa 135 mila esercizi convenzionati, tra ristoranti e pizzerie, trattorie, bar, fast food, supermercati; e che interesserà molti italiani. I buoni pasto vengono, infatti, utilizzati da oltre 2,5 milioni di dipendenti (1,6 milioni privati e 600 mila pubblici, secondo i dati aggiornati al 2012). Inoltre, evitando di alzare la soglia dell'importo esentasse anche per i buoni pasto cartacei, si punta ad estendere la diffusione del buono pasto elettronico, ancora poco utilizzato.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il
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