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Pensioni riforma ultime notizie Renzi e Boeri contro politica attuale lanciano sfida. Poletti e Padoan con più dubbi e cautela

Confronto e posizioni autorevoli esponenti del governo su questione pensioni e necessarie modifiche tra disponibilità di risorse economiche e tempi: le novità




Ci si confronta da sempre sulla questione pensioni e da sempre sono diverse le posizioni dei più autorevoli esponenti del governo, da premier Renzi, ai ministri del Lavoro Poletti e dell’Economia Padoan, al presidente dell’Inps Tito Boeri. Nonostante le condizioni economiche dell’Italia non permettano la conferma di alcun intervento sulle pensioni, si attendono novità e ultime notizie dalla presentazione del piano pensioni di Boeri, che mercoledì prossimo 8 luglio dovrebbe essere presentato alle Camere. La speranza di vedere finalmente all’orizzonte l’approvazione di piani di prepensionamento è ormai svanita dopo che lo stesso Boeri li ha rimandati ‘a tempi migliori, visto che attualmente richiedono soldi che il governo non ha.

Anche l’assegno universale potrebbe essere modulato diversamente rispetto a quanto inizialmente previsto e valere non per tutti ma solo per i meno abbienti, e certi dovrebbero essere interventi negativi di tagli su baby pensioni, pensioni di reversibilità, cumulo, guerra, invalidità, e ricalcolo contributivo anche sulle pensioni in essere. Probabile anche la proroga del contributivo donna, forse anche oltre il 31 dicembre 2015. Le conferme di cosa effettivamente il piano Boeri conterrà arriveranno però solo tra qualche giorno e chiariranno situazioni che al momento appaiono piuttosto confuse e contrastanti.

D’accordo sulle misure eventuali di Boeri appena citate il premier Renzi, colui che ha particolarmente voluto Boeri alla guida dell’Inps, anche se al momento sembra che tra i due vi sia qualche attrito. Ma sono state smentite alcune voci secondo cui Renzi avrebbe voluto sostituirlo. Se l’obiettivo del premier è quello di recuperare consensi da parte dei cittadini, molti potrebbero pensare che agendo solo con interventi negativi sulle pensioni, questi consensi potrebbero calare ancor di più, ma si tratta di una linea di lavoro che segue una precisa strategia: vale a dire agire con tagli che permettono di recuperare nuove risorse economiche da destinare, in un secondo momento, ad interventi positivi per tutti, da prepensionamenti ad assegno universale per tutti.

Particolarmente perplesso, soprattutto nei confronti del ricalcolo contributivo, il ministro del Lavoro Poletti che non lo approva da sempre mentre mira ad una rimodulazione pensionistica anche attraverso la stabilizzazione lavorato riva di tutti. Perplesso anche il ministro dell’Economia Padoan, da sempre contrario a qualsiasi intervento pensionistico, e che vorrebbe rimandare ancora eventuali cambiamenti per capire quale sarà l’andamento di economia e conti e per capire anche come si risolverà la questione greca e, quindi, dell’equilibrio dell’Europa stessa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il