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Pensioni riforma scuola ultime notizie e PA: oggi martedì 7 Luglio approvato decreto. Ripercussioni dirette, indirette pensioni

Possibili novità e indicazioni su modifiche all’attuale legge pensionistica da voto e discussione riforma Scuola e P.A.: le ultime notizie




Novità, ultime notizie e indicazioni su eventuali novità pensioni potrebbero arrivare ne prossimo giorni dalle discussioni di altre riforme, da quella della Scuola a quella della P.A. Martedì 7 luglio è in programma il voto finale sul maxiemendamento della Scuola e tra le novità non vi sarebbero interventi concreti che potrebbero influire sulle pensioni, ma dimostrando, come annunciato, da Renzi stesso, la sua svolta decisionista, potrebbe confermare di voler rimettersi al ‘timone’ delle nuove riforme anche da solo, così come accaduto già con Jobs Act e legge elettorale.

La volontà politica di agire sulle pensioni, infatti, c’è e lo stesso premier Renzi ha sempre detto di voler modificare l’attuale legge, senza stravolgerla del tutto, ma resta comunque da superare l’ostacolo dei problemi economici. Indirettamente, potrebbe toccare le pensioni anche la discussione sulla riforma della P.A. e proprio in questi ultimi giorni Renzi ha dichiarato di voler accelerare sul suo iter.

Riferimenti indiretti derivano dalla questione dello sblocco della contrattazione pubblica: a seguito della sentenza dell’Alta Corte, infatti, il governo dovrà riservare nuove risorse agli aumenti degli stipendi degli statali ma Renzi ha chiesto ai sindacati di accettare aumenti graduali e progressivi, partendo da quelli più bassi, in modo da consentire di mantenere quel minimo di risorse in più che permetterebbero anche di definire misure a sostegno di chi vive in condizioni di difficoltà, come l’assegno universale limitato ai meno abbienti.

Senza considerare che tornando a parlare di riforma della P.A. si torna a discutere dell’emendamento che contiene staffetta generazionale e part time. Già l’anno scorso, il ministro Madia aveva proposto questo meccanismo, bocciato poi dalla Ragioneria di Stato perché troppo costoso, ma tornato in discussione per la necessità sempre più urgente non solo di creare nuove opportunità lavorative per i più giovani, ma anche di svecchiare il comparto della P.A. E se passasse, come sempre spiegato, si tratterebbe di una misura da estendere poi anche ai privati per evitare discriminazioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il