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Fallimento Grecia: ultime notizie, diretta, novità oggi mercoledì aggiornamenti in tempo reale diretta Tspras, Ue, Bce, Fmi

La Grecia dice no all’Europa dopo il referendum di ieri 5 luglio: quali le conseguenze e cosa succederà ora? Ancora trattative con i creditori. La situazione




AGGIORNAMENTO: Dopo le parole di Tsprisas, ma anche dle nuovo MInistro greco finanza, seppur non ufficiali, c'è più ottimismo, anche se i ministri e i tecnici europei sembrao non fidarsi più molte delle parole ( e basti pensare al referendum e ad altre promesse). Usa e Cina sono ancora intervenuti per dire di fare di tutto di perchè la Grecia rimanga e in Germania diversi giornali parlando di una sconfitta della Merkel se la Grecia esce dell'Euro

AGGIORNAMENTO: Tsipras sta parlando in diretta nel Parlamento Europeo. Lo streeamig in diretta de discrso tanto seguito è anche saltato, non funziona più per le troppe ricieste ai server Ha detto che una soluzione si troverà definitiva e per il lungo peiodo entro domenica. Ci sono tutti i presupposti. Il referendum greco h afatto capire che la politica rigida di austerità ha fallito, ma oltre il referendum anche proprio la situazione ecomica della Grecia lo ha fatto capire. Bisogna rilanciare gli investimenti e in primo luogo diminuire la disoccupazio.

AGGIORNAMENTO: Novità e ultime notizie importanti oggi mercoledì 8 luglio 2015 per quanto riguarda la crisi greca e il possibile default. Dopo gli incontri di ieri, Grecia e Ue si sono dati tempo fino a domenica per trovare una soluzione, altrimenti sarà fallimento.
Al momento tutti gli occhi sono concentrati sul discorso di Tsipras che oggi giovedì 8 Luglio farà al Parlamento europeo e dove potrebberoe sserci le indicazioni del piano greco o almeno le tematiche principali

AGGIORNAMENTO: Riprendiamo la diretta e le novità di oggi in questo articolo che aggiorneremo in tempo reale con tutte le ultime notizie e news del possibile fallimento della Grecia, del default e delle trattative per evitarlo. Tutta la giornata finora l'abbiamo raccontata qui.

La Grecia dice no: bocciata dallo stesso popolo greco, con il 61% dei voti, la politica di austerità imposta dall’Ue, bocciata dunque l’idea di una Unione di supremazia, atto di coraggio da parte dei greci che hanno chiaramente dimostrato di non essere dalla parte dell’Europa. Cosa può succedere da oggi lunedì 6 Luglio 2015 dopo il risultato del referendum ufficiale? Il sentore della vittoria del no c’era ma al termine del referendum è arrivata una conferma simbolo di libertà e democrazia, quasi dell’esempio di un popolo da seguire. Eppure sono diversi i problemi e gli scenari che si prospettano dopo questo esito.

Il popolo è, infatti, esploso in  una interminabile festa mentre sui mercati è tornata, da stamattina, una grande volatilità, a causa dei timori e dei rischi possibili. Ora si cercherà di raggiungere un nuovo accordo e continuano le trattative con i credito, Bce, Fmi, Ue. E' stato infatti convocato per domani pomeriggio, martedì 7 luglio, u nuovo incontro dei Paesi della zona euro che sarà preceduto da un eurogruppo.  A chiedere un vertice ad hoc dell'area euro sulla Grecia sono stati la cancelliera Angela Merkel e il presidente francese Francoise Hollande, e sostenuto anche dall'Italia, che spinge per nuove trattative.

Lo stesso Tsipras ha del resto dichiarato che il no della Grecia non significa netta rottura con l'Ue. E anche se la vittoria del no è stata netta, Grecia e creditori devono comunque continuare a trattare, fino ad arrivare o al salvataggio o a quell'insperato Grexit. Secondo il ministro degli Esteri Gentiloni, “La crisi greca non si risolve con una logica tecnica, non si può scaricare sulle spalle seppure robuste di Mario Draghi il costo di questa crisi, serve una decisione politica. Se prevale una logica di solo rispetto dei regolamenti, il destino è segnato”.

La vittoria del no al referendum greco ha portato il ministro greco dell'Economia Varoufakis alle dimissioni. Lo stesso ministro ha spiegato che “Subito dopo l'annuncio dei risultati del referendum mi è stato detto che alcuni membri dell'Eurogruppo e alcuni partner preferirebbero che io fossi assente dagli incontri. Un'idea che Tsipras ha giudicato potenzialmente favorevole per consentirgli di raggiungere un accordo. Per questo mi dimetto”. Varoufakis ha anche spiegato che l'esito del referendum di ieri, domenica 5 luglio, “resterà nella storia come un momento unico in cui una piccola nazione europea si è ribellata alla stretta del debito. Per questo considero mio dovere aiutare Alexis Tsipras a sfruttare come ritiene opportuno il capitale che il popolo greco ci ha garantito con il referendum”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il