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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: trattative fallimento Grecia e scenari nel breve, medio e lungo periodo

Vince il no in Grecia, si torna a navigare nell’incertezza dell’Europa ma quali saranno le conseguenze per le pensioni in Italia? Le novità




Vince il no, con l’elevata percentuale del 61%, in Grecia al referendum di ieri, domenica 5 luglio: le novità e ultime notizie confermano il no alle misure fiscali proposte dalla Troika in cambio del nuovo programma di aiuti che servono alla Grecia per evitare il matematico default. Il premier greco Tsipras ha dichiarato: “Abbiamo dimostrato che la democrazia non può essere ricattata, ora chiediamo un accordo per uscire dall’austerity. Vogliamo un’Europa della solidarietà“. E ha anche dichiarato che “il no non è una rottura con l’Unione Europea”.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha fissato un nuovo incontro questa sera, lunedì 6, con il presidente francese François Hollande a Parigi, per definire la strada che il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi deve seguire per l’erogazione degli Ela, emergency liquidity assistance, i fondi d’emergenza bloccati nei giorni scorsi ma necessari per dare liquidità agli istituti greci, che la stanno esaurendo. La domanda che ora ci si pone è: cosa succederà dopo l’esito del referendum greco?

Il no votato dai greci potrebbe rappresentare la vittoria contro l’austerity imposta dall’Europa e dunque possibili nuove strade da imboccare che siano anche più flessibili e aperte alle modifiche e alle strade di cambiamento indicate dai vari Paesi. Una nuova Europa è, infatti, ciò che auspicano in tanti, come si è notato anche dagli ultimi documenti europei in cui si è dimostrata apertura ad eventuali novità. E’, infatti, l’austerity europea che da tempo sta bloccando in Italia gli interventi proposti e auspicati all’attuale legge pensionistica, diventata più rigida proprio per rispondere a condizioni imposte tempo fa dall’Europa stessa, in modo da garantire sostenibilità economica alla nostra Italia in crisi.

Se, nel lungo periodo, le conseguenze del no al referendum greco potrebbero essere positivo e di rinnovamento delle politiche europee, nel breve periodo c’è da fare i conti con i miliardi di euro che diversi Paesi, Italia compresa (con una cifra di circa 60 miliardi), hanno prestato alla Grecia per evitarne il fallimento e che, se non restituiti, potrebbero bloccare in ognuno di questi Paesi nuovi margini di manovre, a tutto discapito di quelle riforme strutturali interne che servirebbero per la ricrescita dei Paesi stessi, pensioni comprese nel nostro Belpaese. Finora infatti uno dei grandi ostacoli alle modifiche pensionistiche in Italia è stata la mancanza di risorse economiche, necessarie per ogni intervento, piani di prepensionamento in primis, e se non si recuperassero i soldi prestati alla Grecia, probabilmente nulla si potrà fare sulle pensioni ancora per tanto tempo.

Secondo gli economisti Usa, il referendum della Grecia contribuisce ad aggravare, anziché risolvere, le difficoltà del Paese. Secondo il premio Nobel Jospeh Stiglitz è “sorprendente che i leader europei non abbiano ancora capito la lezione. La troika sta ancora chiedendo che la Grecia realizzi un avanzo primario di bilancio (al netto degli interessi) del 3,5% del PIL entro il 2018”. Anche per il docente di Harvard Ken Rogoff, deciso sostenitore da sempre dell’austerity, imporre misure stringenti alla Grecia sarebbe inutile visto che è innanzitutto il governo a non volerle attuare, “Perché le riforme abbiano effetto, il governo greco e il suo elettorato devono prima di tutto crederci. Potrebbe essere giunta l’ora di rivedere del tutto questo tipo di approccio alla crisi.

Gli stessi Usa, del resto, cercano di combattere la crisi con un piano di investimenti e liquidità di circa 800 miliardi di anno, mentre noi avremmo a disposizione per tutta l’Europa circa 150 miliardi in tre anni, evidente squilibrio nella gestione della crisi che dimostra come, anche volendo, ben poco si può fare senza ‘dare in cambio qualcosa’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il