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Pensioni riforme ultime notizie scuola: voto rimandato ieri. Ripercussioni non positive pensioni per tutti, i motivi

Possibili novità pensioni conseguenze di voto di domani su riforma della Scuola e riforma della P.A.: le ultime notizie e cosa potrebbe cambiare




AGGIORNAMENTO: Nessun voto ieri, nessuna approvazione finale sulla riforma scuola. E non è un buon segno, visto che le trattative andranno avanti ancora fino a mercoledì e non è detto che ci sia il voto finale. Più passa il tempo, più aumentano le legig da votare e discutere e sembra che potrebbe accadere come l'anno scorso ovvero poco tempo per parlare di pensioni e riforma pensioni con un nulla di fatto finale. Anche percà importante per capire quanti fondi si avranno per le pensioni è capire come avverrà la riforma della pubblica amministrazione e l'aumento degli stipendi statali. Ma così, anche la riforma PA, rishcia di slittare ben dopo settembre.

Si vota domani, martedì 7 luglio, la riforma della Scuola e le novità e ultime notizie confermano anche un’accelerata da parte del premier sulla riforma della Pubblica Amministrazione. Entrambe potrebbero avere conseguenze, sia dirette che indirette, anche sulle pensioni. Il voto sulla riforma della Scuola potrebbe confermare la svolta decisionista del premier Renzi e di voler rimettersi al ‘timone’ delle nuove riforme anche da solo, così come accaduto già con Jobs Act e legge elettorale. Il premier Renzi, infatti, da sempre è favorevole a modificare l’attuale legge previdenziale pur senza stravolgerne l’impianto capace di garantire sostenibilità economica al nostro Paese in crisi.

Resterebbe, tuttavia, sempre aperta la questione dei quota 96 sia nel ddl della Buona Scuola che per quanto riguarda le pensioni: né in uno né nell’altra infatti sono previste discussioni e soluzioni da affrontare in merito. Passando, invece, alla riforma della P.A., riferimenti indiretti derivano dalla questione dello sblocco della contrattazione pubblica.

Dopo la sentenza dell’Alta Corte, infatti, il governo deve stanziare risorse per garantire gli aumenti degli stipendi degli statali ma il premier Renzi ha chiesto ai sindacati di accettare aumenti graduali e progressivi, partendo dai redditi più bassi così da mantenere un minimo di risorse da parte che permetterebbero anche di definire misure a sostegno dei meno abbienti, come l’assegno universale.

In discussione con riforma della P.A. di nuovo l’emendamento su staffetta generazionale e part time: il ministro Madia lo aveva già proposto l’anno scorso, ma era stato bocciato dalla Ragioneria di Stato perché troppo costoso. Ora se ne torna a discutere per l’urgenza di garantire nuove opportunità lavorative per i giovani e svecchiare il comparto della P.A. attraverso il turn over che garantirebbe quel ricambio generazionale necessario.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il