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Pensioni donne, vecchiaia uomini riforma Governo Renzi: novità Boeri quota 100, assegno universale contributivo e settimana

Continua a non giungere a sintesi la grande quantità di proposte per cambiare le pensioni. Sono decisive le condizioni economiche.




La questione delle pensioni in Italia continua a non andare al di là della fase del dibattito. Anche nel corso del mese appena trascorso, sono state tante le proposte presentate e gli scenari immaginati. Il prossimo documento a finire sotto la lente di ingrandimento sarà il piano Boeri. Dopo l'8 luglio, il presidente dell'Inps presenterà al governo i suoi consigli per rendere il sistema previdenziale più accettabile dal punto di vista sociale e ugualmente sostenibile da quello economico. Già, perché il punto centrale è sempre lo stesso: la mancanza di una robusta riserva di fondi per introdurre le modifiche prospettate.

Non è un caso che Boeri abbia già restituito al mittente la soluzione di quota 100, come somma di età anagrafica e anni di contribuzione da raggiungere per andare in pensione, così come di introdurre la staffetta generazionale per legge: troppo dispendiose per le casse dello Stato. Così come non è un caso che tra i suggerimenti che potrebbe avanzare, non è escluso che ci siano tagli alla spesa previdenziale, a partire dalle pensioni di invalidità e di reversibilità. A ogni modo, in gioco ci sono anche l'introduzione dell'assegno universale e il ricalcolo delle pensioni per tutti con il metodo contributivo.

Sono poi contrastanti i dati sul mercato del lavoro, con il livello degli occupati rimasto sostanzialmente invariato dall'inizio dell'anno, anche se ci sono alcuni segnali positivi, soprattutto dal versante della domanda dove sono in leggero aumento i posti vacanti, che "prefigurano andamenti più favorevoli nei prossimi mesi". A maggio, ricorda l'Istat, l'occupazione è tornata a calare dopo l'aumento di aprile e la disoccupazione si è attestata attorno al 12,4%. Sul fronte dell'offerta di lavoro, invece, i segnali restano "eterogenei": crescono in particolare gli scoraggiati che vanno monitorati "con attenzione", ma dall'altro lato si sta riducendo la disoccupazione di lunga durata, "storicamente molto elevata". Sono conseguenze anche dei mancati cambiamenti nelle pensioni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il