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Buoni pasto cartacei ed elettronici: regole, non si possono usare per fare spesa. Richieste dipendenti in busta paga senza tasse

Novità buoni pasto dal primo luglio: chi può utilizzarli ancora per fare la spesa e chi no. Proteste e polemiche. Le ultime notizie




Da mercoledì primo luglio è entrata in vigore la nuova legge che vieta di fare la spesa al supermercato con i buoni pasto elettronici, forniti dal datore di lavoro, che hanno un valore massimo di 7 euro al giorno, invece che di 5,29 euro dei tradizionali buoni pasto cartacei. I buoni elettronici, secondo la nuova legge, non saranno più spendibili nelle giornate non lavorative. Inoltre, i lavoratori dipendenti che usufruiscono dei ticket non possono utilizzare più di un buono pasto al giorno, ma sarà più facile far rispettare il divieto, poiché i buoni sono stati resi elettronici.

Niente più, dunque, spesa domenicale, nei supermercati, per acquistare oggetti di vario genere che nulla hanno a che fare con la finalità per la quale i buoni pasto erano stati istituiti, cioè un servizio sostitutivo della mensa giornaliera. Chi invece riceve i buoni pasto cartacei, del valore sempre di 5,90 euro, può continuare ad utilizzarli in pizzerie, ristoranti, bar e supermercati convenzionati. Ma è vero che il divieto di fare la spesa è riportato nella nuova legge, ma le società che emettono i buoni pasto fanno capire che si possono usare anche per tale scopo quando li promuovono e anche i buoni cartacei non si potevano usare per fare la spesa ma per decenni sono stati tranquillamente usati da tutti nei supermercati convenzionati.

Quello dei buoni pasto è un mercato che vale tre miliardi l'anno ma secondo Federdistribuzione, sigla che mette insieme un gruppo di super e iper mercati che da soli assorbono circa un terzo dei buoni pasto in circolazione in Italia, sarebbe meglio erogare il loro importo nelle busta paga dei lavoratori. Altro problema lamentato è quello delle commissioni: la società emettitrice che garantisce il maggiore sconto sul valore facciale dei buoni, solitamente del 20% ha la meglio.

Ma il problema è che se la società che emette i buoni pasto per recuperare redditività aumenta le commissioni a carico di chi eroga il servizio, vale a dire bar, trattorie, supermercati che, chiaramente, non le vogliono, anche perchè per i ticket elettronici è bisogna avere il Pos adatto. Per questo è stato chiesto innanzitutto al governo si stabilire un tetto per le commissioni che attualmente sono fissate dal 6 al 15% contro il 3% della Francia.

BUONI PASTO: tutte le novità del 2016. Dopo anni di ristagno, finalmente i buoni pasto sono stati "aggiornati". Tante novità in arrivo: limiti più elevati totalmente detraibili, buoni pasto elettronici, ma anche più complicazioni. Vediamo quale effettivamente conviene.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il