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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: soluzione crisi grecia può favore piano Boeri in determinate e precise condizioni

Le principali novità e ultime notizie della giornata arrivano dalla Grecia e sono strettamente legate all’esito del referendum: quali conseguenze su pensioni in Italia?




Le principali novità e ultime notizie della giornata arrivano dalla Grecia e sono strettamente legate all’esito del referendum indetto dal premier Tsipras: la Grecia ha chiaramente espresso il non consenso alle misure di austerità imposte dall’Europa e, considerando che, come spesso ribadito, è da sempre l’Ue, anche se sostenuta dal ministro dell’Economia Padoan, ad ostacolare ogni intervento sulle pensioni attuali, è probabile che il no greco dia maggiore spinta di libertà anche all’Italia e quindi alla realizzazione di quel piano pensioni del presidente dell’Inps Boeri da sempre è stato messo a punto a costo zero.

Senza considerare che si potrebbe lavorare seguendo la strategia iniziale, che volevano Boeri stesso insieme al commissario per la spending review Gutgeld, vale a dire convincere l’Ue che eventuali interventi sui requisiti pensionistici oggi richiesti in Italia per andare in pensione, sul lungo periodo, sarebbero anche vantaggiosi, sia in termini di risparmi (derivanti dalle penalizzazioni imposte da ogni piano di prepensionamento al vaglio del governo), sia in termini occupazionali, giacchè permettendo l’uscita prima a lavoratori più anziani di creerebbero nuovi posti di lavoro per i più giovani che avrebbero così maggiori possibilità di ingresso nel mondo del lavoro.

Scegliendo la strada di una maggiore libertà, dunque, considerando che, seppur troppo costosi come dichiarato dallo stesso Boeri, ogni piano di prepensionamento implicherebbe penalizzazioni, nel piano di Boeri potrebbero rientrare quota 100 o piano Damiano-Baretta di uscita a 62 anni di età con 35 di contributi, o staffetta generazionale, per soddisfare le continue richieste di forze politiche e sociali che nel corso di questi ultimi mesi hanno chiesto esclusivamente modifiche ai requisiti di accesso alla pensioni. Le risorse necessarie, senza la rigida attenzione dell’Ue sui conti pubblici, verrebbero recuperate e anticipate dallo Stato ma poi comunque restituite.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il