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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: per troppe leggi Parlmento fermo o quasi per pensioni. Come e peggio anno scorso

Nuovo ingorgo di riforme in Parlamento: si ripete la stessa situazione dell’anno scorso e anche la questione pensioni continua ad essere rimandata. Le novità




Le novità e ultime notizie su pensioni e iter delle riforme del governo Renzi non fanno altro che confermare la stessa situazione cui abbiamo già assistito l’anno scorso, con le quasi stesse questioni aperte e da risolvere, da riforma della P.A., a caso dei quota 96, alla questione pensioni. Quest’anno come l’anno scorso il mese di luglio è affollatissimo di argomenti in discussione e lo stesso tour de force dell’estate scorsa si preannuncia anche per quest’anno. Domani, martedì 7 luglio, si vota la riforma della Scuola, ma il premier accelera su quella della P.A. e quella del Senato. Entro fine mese qualcosa dovrebbe essersi mosso, quanto meno questi sono gli obiettivi. E mentre è stata già rimandata la riforma del Catasto a dopo l’estate, forse anche all’autunno, il destino della riforma della Rai è piuttosto incerto così come quella delle unioni civili.

Probabilmente anche la riforma Costituzionale slitterà a dopo l’estate, troppi impegni per il momento, tanto che se si insiste sulla riforma del Senato certamente saranno rinviate anche Rai e unioni civili. Entro il 20 luglio, poi, dovrà arrivare il via libera al decreto legge per la rivalutazione delle pensioni e prima delle vacanze estive bisognerà approvare anche il decreto sugli enti locali (scade il 20 agosto) e quello sul credito e i fallimenti (scade il 23 agosto). C’è anche il decreto Ilva e Monfalcone in discussione varato il 3 luglio e che se non dovesse essere approvato dalle Camere prima delle vacanze dovranno sarà rimandato all'ultima settimana di agosto.

Sono dunque diverse le questioni che potrebbero slittare a settembre quando il governo dovrebbe essere impegnato ad anticipare la riforma della P.A. per dare spazio indiretto a pensioni e spunti per risparmiare soldi con spending review sempre per le pensioni. Lo stesso Renzi solo qualche giorno ha accelerato sulla riforma della Pubblica Amministrazione, in modo da definire le risorse necessarie per gli aumenti delle retribuzioni egli statali in maniera progressiva partendo dai redditi più bassi e capire se e quali margini di ulteriori manovra potrebbero rimanere. L’idea è quella di aumentare le retribuzioni in maniera progressiva, partendo dai redditi più bassi in modo da investire eventuali soldi in più per l’assegno universale per i meno abbienti.

Ma non solo: con la riforma della P.A. torna di nuovo in discussione staffetta generazionale e part time per favorire il turn over lavorativo, sbloccare il ricambio generazionale e svecchiare il comparto della P.A. Si lavora anche per calmare ‘gli animi’ tra governo, partiti e minoranza Pd e arrivare ad aggiornare il Def, a settembre, in maniera ‘tranquilla’, prima della Manovra di ottobre.

In questo quadro si inserisce poi un incerto scenario internazionale che, all’indomani del voto del referendum in Grecia che ha detto no alle misure di austerità, e tra le mille difficoltà economiche non si sa come si sistemerà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il