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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: confronto soluzioni studiosi e Pd,Lega,Fi,M5S con piano Boeri presentato ieri

Le misure del piano pensioni del presidente dell’Inps Boeri e le posizioni dei diversi partiti politici e degli studiosi: cosa prevedono e novità




AGGIORNAMENTO: Boeri ha presentato il suo piano ufficiale e pur non andando ancora nello specifico ha mostrato alcuni capisaldi e strategie importanti che una volta letti in questo articolo si possono confrontare con le ided degl esperti e le proposte fatte finora dai politici poste qui sotto. E' chiara ed evidente la critica di Boeri mossa ai politici attuali

Potrebbe slittare ancora la presentazione ufficiale del piano pensioni del presidente dell’Inps Boeri, a causa delle novità e ultime notizie che arrivano dalla Grecia ed eventuali conseguenze al no all’austerità imposta dall’Europa, ma anche della situazione economica interna dell’Italia, nonché del confronto tra sindacati, forze politiche e studiosi sulle misure che il piano dovrebbe contenere. Tra favorevoli e non, gli interventi messi a punto dal presidente dell’Inps creano qualche perplessità in qualcuno ma da altri vengono particolarmente sostenuti. E’ tuttavia necessario trovare un compromesso tra tutti, anche in base ai soldi disponibili.

Ma si ha fiducia in Boeri, l’unico che finora è riuscito comunque a mettere in atto ogni intervento annunciato, dall’operazione trasparenza al debutto della busta arancione. Le intenzioni iniziali di Boeri erano quelle di modificare i requisiti pensionistici, applicare il ricalcolo contributivo e garantire l’approvazione dell’assegno universale, unica misura condivisa da tutti, compresa l’Ue contraria invece ad ogni altro intervento pensionistico. Ma non solo: l’idea era anche quella di riuscite ad aumentare le pensioni minime e prorogare il contributivo donna, anche oltre il 2015.

Ebbene, da queste intenzioni sembrano essere spariti i piani di prepensionamento. E non solo: da mesi le forze politiche, tutte, da Pd a Lega, M5S a Forza Italia hanno presentato diverse proposte e ddl volti a modificare l’attuale legge pensionistica. Cesare Damiano del Pd è colui che ha sempre rilanciato sui suoi piani di uscita a quota 100, risultato della somma di età anagrafica e contributiva, e di pensione a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti fino ad un massimo dell’8%, ma anche sulla necessità di chiudere le partite esodati e quota 96 della scuola.

Ma Boeri, durante la sua ultima audizione in Commissione Lavoro lo scorso 10 giugno, ha spiegato che i piani di prepensionamento proposti da Damiano, così come la staffetta generazionale, non possono essere approvati oggi perchè troppo costosi. Nessun riferimento è stato invece fatto sul prestito pensionistico, per cui però si stanno muovendo già singole regioni come il Piemonte, né sull’aumento delle pensioni minime. A chiedere, da sempre, un aumento degli assegni più bassi almeno a mille euro Forza Italia.

Al momento gli interventi previsti dovrebbero essere soprattutto negativi e comprendere modifiche per le  ricongiunzioni onerose, tagli su pensioni di invalidità, reversibilità, cumulo, come avevano chiesto alcuni deputati del Pd. Qualche tempo fa, infatti, proprio loro hanno chiesto la reintroduzione del divieto di cumulo dei redditi da pensione con i redditi da lavoro, insieme a nuove norme che possano favorire il ricambio generazionale.  

E’ stato invece il Movimento 5 Stelle a proporre per primo l’assegno universale, per tutti, esattamente come già esiste in quasi tutti gli altri Paesi europei e come era inizialmente nei piani di boeri. Ma dopo le dichiarazioni del premier Renzi sulla sua incostituzionalità per tutti, l’assegno universale dovrebbe essere introdotto solo limitatamente ai meno abbienti. M5S insieme alla Lega hanno anche chiesto la proroga, oltre il 2015, del contributivo donna ed è possibile che questa misura positiva,l’unica, rientri nel piano di Boeri, anche perché lo stesso premier Renzi sembra avervi aperto.
 
Diverse invece le posizioni sul ricalcolo contributivo che se alcuni ritengono utile, o addirittura necessario, per ristabilire equità sociale e accumulare nuovi risparmi, altri, tra cui il ministro del Lavoro Poletti, non sono molto convinti del’efficacia della misura. Vincenzo Silvestri, vicepresidente dell’Consiglio nazionale dell’ordine del Consulenti del lavoro, ha per esempio spiegato che per rimettere in equilibrio il sistema pensionistico e accumulare risparmi bisognerebbe rivedere i diritti acquisiti tramite sistema contributivo per garantire una pensione anche alle future generazioni, oggi precarie.

Opinione condivisa anche dal presidente dell’Associazione nazionale consulenti tributari, Arvedo Marinelli, e dal presidente di Cna professioni, Giorgio Berloffa e dall’ex commissario straordinario Treu, che da sempre sostiene l’applicazione del sistema contributivo con assegno proporzionali ai contributi versati, ma anche il prestito pensionistico. Treu si è detto anche favorevole alla proroga del contributivo donna.
 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il