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Buoni pasto elettronici e cartacei: i supermercati li accettano entrambi per fare spesa solo richiedono commissioni giuste

E’ entrata in vigore mercoledì primo luglio 2015 la nuova legge che disciplina l’uso dei buoni pasto cartacei ed elettronici: cosa cambia e problemi




E’ entrata in vigore mercoledì primo luglio 2015 la nuova legge che disciplina l’uso dei buoni pasto cartacei ed elettronici. Il valore di questi ultimi sale da 5,90 a 7 euro ma potranno essere utilizzati solo nei giorni e nelle ore lavorative ed esclusivamente da spendere per mangiare. Niente più, dunque, spese nei supermercati convenzionati, bar, pizzerie e trattorie, fuori dagli orari di lavoro. Nel momento in cui un lavoratore riceve i buoni pasto elettronici, avrà una card che racchiude in essa il valore mensile dei buoni dati alla propria azienda.

Per pagare con questa card, i luoghi convenzionati dovranno essere dotati di particolare pos che allo strisciare della card sottrae il valore del buono speso aggiornandone la disponibilità. E proprio la necessaria dotazioni di pos specifici rappresenta una delle principali criticità dei buoni pasto elettronici che, ricordiamo, non saranno chiaramente cumulabili come quelli cartacei.

Per questi ultimi, invece, non cambia nulla: il loro valore resta invariati e con essi si potrà continuare a fare la spesa. Federdistribuzione, sigla che raggruppa super e iper mercati che da soli assorbono circa un terzo dei buoni pasto in circolazione in Italia, ha proposto di erogare il valore dei buoni pasto spettanti ai lavoratori direttamente in busta paga.

Dopo il pos, altro problema lamentato è quello delle elevate commissioni che, per quelli cartacei, in Italia vanno dal 6 al 15% (basti pensare che in Francia sono fisse al 3), più alte ancora per quelli elettronici, motivo per il quale bar e supermercati non le vogliono.

Potrebbero, invece, essere d’accordo con il loro utilizzo, in maniera anche indiscriminata tra cartacei ed elettronici, se il governo stabilisse specifici tetti per le commissioni, anche se, secondo Luigi Ferretto, amministratore delegato di Qui Group, una delle principali società emettitrici di buoni, è difficile agire come in Francia, perché “quello è un mercato completamente diverso. Ci sono pochi operatori che agiscono in regime di quasi oligopolio e la normativa protegge le società nazionali. Da noi non è così. Ci sono tanti operatori, tanta concorrenza e la guerra si fa sui prezzi”.

BUONI PASTO: tutte le novità del 2016. Dopo anni di ristagno, finalmente i buoni pasto sono stati "aggiornati". Tante novità in arrivo: limiti più elevati totalmente detraibili, buoni pasto elettronici, ma anche più complicazioni. Vediamo quale effettivamente conviene.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il