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Pensioni ultime notizie tasse e ricalcolo assegno per pensioni più alte. Per chi, calcolo, esempi in piano Boeri ufficiale ieri

Come funzionerebbe il sistema di ricalcolo degli assegni previsto dal presidente dell’Inps Boeri, chi interesserebbe e cosa comporterebbe: calcoli e novità




Tra le novità e ultime notizie del piano pensioni del presidente dell'Inps Boeri, che probabilmente domani 8 luglio o tra qualche giorno dovrebbe essere ufficialmente presentato alle Camere, sembrerebbe confermato il ricalcolo degli assegni, per tutti, anche per quelli in essere. L'idea annunciata già tempo fa da Boeri è quella di applicare un prelievo di equità basato sulla differenza tra pensioni percepite e contributi versati, che colpirebbe però esclusivamente le pensioni più elevate, dai 2mila euro in su. Questo sistema, secondo le stime di Boeri, permetterebbe di incassare più di quattro miliardi di euro.

In sostanza, bisognerebbe ricalcolare con sistema l’importo degli assegni esclusivamente basandosi sui contributi realmente versati da ogni lavoratore, compresi quelli già in corso di pagamento.  Se questo sistema di ricalcolo degli assegni passasse davvero, allora l'importo di questi stessi, secondo i calcoli, si ridurrebbe di circa il 20%. I criteri per effettuare tale ricalcolo sarebbero innanzitutto l'età anagrafica di effettiva uscita dal lavoro, l'andamento delle retribuzioni degli ultimi anni, gli anni di contributi effettivamente versati, e il raggiungimento, o meno, di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995. A questi toccherebbero le riduzioni minori, visto che con l'attuale regime l'importo è già inferiore.

Per fare qualche esempio pratico di calcolo, consideriamo il caso di un lavoratore nato nel 1957 e che ha iniziato a lavorare nel 1976 percependo un retribuzione lorda annua di 30euro. Calcolando la sua pensione con il metodo misto (sia retributivo che contributivo) l'importo sarebbe di 25.550mila euro, mentre con il metodo di calcolo basato solo sui contributi versati si ridurrebbe del 25% arrivando a 19.240mila euro.

Nel caso, invece, di un lavoratore che, nato lo stesso anno e con inizio attività sempre nel 1976, percepisce 60mila euro lordi l'anno, la pensione con metodo misto sarebbe di 45.550mila euro, mentre con metodo basato solo sui contributi versati si ridurrebbe di ben il 35% arrivando a 29.450mila euro. a possibilità di estensione di questo sistema di calcolo alle pensioni già in essere suscita da sempre timori, perchè il sistema retributivo, di cui oggi godono in tanti, è decisamente più vantaggioso, prevedendo infatti che l’importo dell’assegno pensionistico venga calcolato tenendo conto dello stipendio percepito negli ultimi 5 anni di lavoro del contribuente mentre quello che Boeri vorrebbe estendere a tutti si basa esclusivamente sui contributi versati dal lavoratore durante tutto il periodo della sua effettiva attività.

La misura, come detto, interesserebbe i contribuenti che percepiscono un reddito pensionistico superiore ai 2000 euro al mese e potrebbe comportare riduzioni del 20% per chi percepisce pensioni tra 2000 e 3000 euro; del 30% su pensioni tra 3000 e 5000 euro; e del 50% su pensioni superiori a 5000 euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il