BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma: Poletti, Ariaudo, Fedriga rilanciano alternative subito contro Boeri e suo piano

Alla vigilia della presentazione del piano pensioni del presidente Boeri, ministro del Lavoro Poletti e altri esponenti politici rilanciano novità: cosa prevedono




Alla vigilia della presentazione del piano pensioni che domani 8 luglio il presidente dell’Inps dovrebbe presentare alle Camere, arrivano novità e ultime notizie che rilanciano nuove misure proprio sulle pensioni da parte di diversi esponenti del governo, a partire dal deputato del Sel, Giorgio Airaudo, secondo cui la cosa migliore sarebbe cancellare del tutto l’attuale legge previdenziale che ha innalzato l’età pensionabile per tutti. Airaudo spiega che eventuali correzioni ai requisiti di accesso alla pensione creerebbero ulteriori disuguaglianze, perchè non tutte le persone possono permettersi di pagare le penalizzazioni previste dai piani di prepensionamento in discussione.

L’idea del deputato di Sel, piuttosto che modifiche, sarebbe quella di abbassare per tutti l’età pensionabile distinguendo i criteri di uscita in base alle tipologie di lavoro svolte, perché ci sono lavori che possono essere svolti fino a 67 anni e altri che invece non consentono di rimanere in attività fino a questa soglia. Si dice invece contrario al ricalcolo degli assegni in base unicamente ai contributi versati durante l’attività lavorativa il deputato della Lega Nord Fedriga.

a Lega ha, invece, depositato un ddl per l’applicazione del ricalcolo contributivo solo sulle pensioni al di sopra dei 5mila euro e non dei 3mila come vuole Boeri. Presentata anche una proposta di modifica dei requisiti di accesso alla pensione con quota 100, in modo da lasciare al singolo lavoratore la decisione di quando andare in pensione. A differenza, però, del sistema proposto da Damiano, di uscita a 60 anni di età con 40 di contributi, 61 anni con 39 di contributi e così via, la proposta di quota 100 è quella rimodulata dall’onorevole Prataviera che, per la quota 100, prevede il raggiungimento di un minimo di 35 anni di contributi versati o un'anzianità anagrafica di almeno 58 anni, permettendo, invece, di scegliere di andare in pensione a 58 anni di età e 42 di contributi, a 59 anni di età e 41 di contributi, o con 35 anni di contributi e 65 anni di età, o con 36 anni di contributi e 64 di età, 37 di contributi e 63 di età, e così via.

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, continua poi a rilanciare sulle pensioni, continuando a ribadire che eventuali novità sono al vaglio del governo e continuando a sostenere di non essere favorevole al ricalcolo degli assegni ma più alla modifica dei requisiti per l'accesso alla pensione.  

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il