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Pensioni riforma ultime notizie Renzi con alcune perplessità è convinto piano Boeri. No di Poletti, Gnecchi, Damiano

Misure piano pensioni Boeri ufficialmente presentate: cosa prevedono, chi soddisfano e chi è scontento. Interventi e ultime notizie




Assegno universale per gli over 55, armonizzazione dei trattamenti pensionistici senza differenze tra le diverse categorie di lavoratori, unificazione delle prestazioni e previdenziali e cancellazione delle ricongiunzioni onerose, possibilità di andare in pensione prima con assegni minori calcolati unicamente sulla base dei contributi effettivi versati durante la propria vita lavorativa, e possibilità vi versamenti ulteriori anche se in pensione: sono questi i cinque punti che compongono il piano pensioni che il presidente dell’Inps Boeri ha presentato in mattinata alla Camera alla presenza del presidente della Repubblica Mattarella.

Si tratta di misure che, seppur ancora da delineare in maniera precisa e puntuale nel dettaglio, sembrano soddisfare premier Renzi, d’accordo con ognuno degli interventi annunciati, ma anche il ministro dell’Economia Padoan, perché non intaccano l’impianto dell’attuale legge tanto difesa, prevedono solo modifiche e il prepensionamento con il contributivo cui lo stesso Padoan qualche settimana fa si era detto favorevole, parlando di una pensione come diritto acquisito in base ai contributi realmente versati. Se possono dirsi soddisfatti due autorevoli esponenti del governo, dall’altra parte c’è chi tanto soddisfatto del piano Boeri non è poi così tanto.

A partire da Cesare Damiano, lui che ha sempre rilanciato sui suoi piani di uscita con quota 100, dato dalla somma di età anagrafica e contributiva, e sul piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti fino ad un massimo dell’8%, ma che Boeri stesso ha bocciato perché troppo costosi, preferendo la possibilità di pensione prima sulla base del calcolo dei contributi versati. Non contenta anche la deputata del Pd Gnecchi che ha presentato una proposta di proroga, insieme alla Lega,del contributivo donna, cui però Boeri oggi non ha fatto alcun riferimento.

La Lega, inoltre, sostenendo Damiano, non ha gradito la decisione di Boeri di rimandare quota 100 perché sistema troppo costoso. E critiche sono piovute anche dal ministro del Lavoro: Poletti, infatti, da sempre non è favorevole né al ricalcolo contributivo né sul prelievo da applicare alle pensioni più alte. Ma quelle dell’Inps sono ancora delle proposte di un piano che dovrà ancora essere ufficializzato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il