BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi della settimana numerose e interessanti

Questo mese di luglio, esattamente come già accaduto l’anno scorso, si preannuncia pieno di impegni che probabilmente il governo Renzi non riuscirà a mantenere: pensioni, ostacoli e problemi esteri




Questo mese di luglio, esattamente come già accaduto l’anno scorso, si preannuncia pieno di impegni che probabilmente il governo Renzi non riuscirà a mantenere, contribuendo a non risolvere l’ingorgo parlamentare creatosi, a causa delle riforme bloccate. Da quella della P.A. a quella Costituzionale, a quella del Catasto, già rimandata a settembre, a riforma della Rai, a quella delle unione civili, ecc. Tra le novità e ultime notizie che potrebbero, seppur in minima parte, contribuire a far muovere qualcosa, l’approvazione della riforma della Scuola che solo giovedì è diventata legge. Ma i lavori sono troppi, manca meno di un mese ormai alla pausa estiva, e il pressing del premier Renzi su alcune misure, a partire dalla riforma della P.A., è dovuto anche al fatto di dover capire le risorse economiche che eventualmente potrebbero avanzare per mettere a punto nuovi interventi pensionistici nella prossima Manovra Finanziaria.

Per farlo, infatti, bisognerà avere più ampi margini di manovra rispetto a questo momento, possibili solo se si riescono a mettere da parte soldi. Lo stallo delle leggi in Parlamento e le difficoltà economiche non sono gli unici ostacoli a nuovi interventi da parte del governo Renzi: dopo, infatti, moniti e richiami da parte di Ocse, Bce, Ue e Corte dei Conti, che hanno ribadito più volte la loro contrarietà a interventi sull’attuale legge pensionistica, anche l’Fmi ha lasciato intendere che sono necessari interventi previdenziali ma senza toccare l’attuale riforma. In pratica, è stato ribadito quanto sostenuto già da Mario Draghi, vale a dire bene continuare sulla strada delle riforme strutturali avviate e farne di nuove ma senza modificare quelle in vigore.

A fare da cornice a questa situazione, la grande crisi greca, che potrebbe portare all’uscita del Paese dell’Ue e ad un effetto domino, ma anche ad una stabilizzazione che potrebbe offrire nuovi margini di flessibilità di interventi per tutti da parte dell’Ue, e la bolla cinese. Ed è quest’ultima che preoccupa particolarmente: il crollo della Borsa cinese e qualsiasi effetto negativo avrebbero certamente ripercussioni sui mercati mondiali e questo tornerebbe a far salire l’alta volatilità e far sprofondare nella più forte incertezza. Con conseguenze che chiaramente si vedrebbero sui lavori dei governi.

Volgendo lo sguardo alla situazione interna del nostro Paese, la situazione non è poi così positiva, anzi: è tornata a salire la disoccupazione, scende il valore delle pensioni mensili, aumentano le tasse che gravano sulle famiglie e, nonostante i risparmi siano tornati a salire, l’uso che le famiglie ne fa non servono al rilancio dei consumi, perché i maggiori risparmi non vengono spesi per rimettere in moto l’economia ma messi da parte proprio a causa dell’incertezza lavorativa del momento.

L'unica cosa positiva sono le regioni e le singole iniziative che ognuna, in piena autonomia, sta già provvedendo ad approvare. Tra queste, l’ultima in ordine di arrivo l’approvazione dell’assegno universale, voluto dalla governatrice Serracchiani, in Friuli Venezia Giulia, misura che la stessa governatrice ha intenzione di far approvare a livello nazionale, tanto da parlarne con il premier Renzi.
E mentre non si riesce a trovare un compromesso per dare risposte a quanti chiedono da sempre modifiche alle pensioni, d’altro canto viene approvata senza problemi la nuova legge sul prelievo forzoso, che consente alle banche in crisi finanziaria di prelevare direttamente e senza autorizzazione dai  conti dei propri clienti. Legge che quindi tutti coloro che hanno accumulato anche risparmi minimi, pensionati compresi, perpetrando l’ennesima ingiustizia: coloro che hanno lavorato una vita e che sono riusciti a metter qualcosa da parte potrebbero vedersi prelevare tutto. Il limite di prelievo dovrebbe interessare patrimoni dai 100mila euro in su ma è probabile che questa soglia scenda ad appena 30mila euro.

Nessuno si pronuncia in merito, eppure sono bastate poche parole per scatenare reazioni contro le misure del piano pensioni che il presidente dell’Inps Boeri ha presentato mercoledì scorso. Cinque i punti si basa il piano di interventi: possibilità di andare in pensione prima con calcolo pensionistico basato esclusivamente sul calcolo dei contributi versati; armonizzazione e unificazione dei trattamenti pensionistici, senza distinzioni di categorie di lavoratori e cancellazione delle ricongiunzioni onerose; via libera all’assegno universale per gli over 55 e contributo di solidarietà per le pensioni più alte; e possibilità di continuare a versare contributi anche una volta in pensione.

Nessun intervento negativo come sembrava, invece, dovessimo vedere: niente tagli a pensioni di reversibilità, cumulo,invalidità, misure che, per consapevole scelta, potrebbero essere state lasciate alla ‘politica’, da inserire cioè nei piani di spending review. Esponenti politici e sindacati non approvano le misure di questo piano pensioni e sono diverse le motivazioni: ci si aspettava la proroga del contributivo donna, come auspicato da M5S, Lega e alcuni esponenti del Pd, ma nulla; ci si aspettava prepensionamenti ma modulati su altri piani ma non c’è da stupirsi se Boeri non ha seguito tali indicazioni, perché già lo scorso giugno aveva chiaramente detto che, per esempio, quota 100 e piano Damiano-Baretta sarebbero stati troppo costosi da applicare ora che il governo non dispone di tali risorse.

Per ulteriori informazioni sui dettagli delle misure come, per esempio, quanto e di quanto sarà l’assegno universale, bisognerà aspettare i nuovi incontri che nei prossimi giorni il presidente dell’Inps ha in programma, nuovamente, con premier Renzi, ministro del Lavoro Poletti e ministro dell’Economia Padoan. Sul fronte sindacati, la situazione non è migliore. L’auspicio è che, appena presentate, le misure pensionistiche possano essere già modificate.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il