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Pensioni anzianità, donne, vecchiaia riforma Governo Renzi: affermazioni Burtone, Zanetti, Poletti, Boeri, Sacconi, Damiano,Marino

Le nuove dichiarazioni su pensioni e possibili modifiche da Zanetti, Burtone, Marino, Sacconi, Poletti, Simonetti, Damiano: le ultime notizie




Sono stati diversi gli ultimi eventi che hanno interessato le pensioni e tra le novità e ultime notizie le reazioni di diversi esponenti politici alla presentazione del nuovo progetto di interventi presentato dal presidente dell’Inps alla Camera mercoledì scorso. Diverse le perplessità e le contraddizioni: se, infatti, il sottosegretario all’Economia Zanetti, appoggia del tutto il nuovo progetto del presidente dell’Inps, Giovanni Burtone, deputato PD componente commissione Affari sociali, lo considera Il progetto di intervento pura 'demagogia' spiegando che serve tempo ma anche cautela per mettere a punto nuove soluzioni che permettano ai lavoratori di andare in pensione prima e di tutela dei meno abbienti.
 
Per Luigi Marino, vicepresidente vicario dei senatori di Area popolare Ncd-Udc, il contributo di solidarietà delle pensioni più alte che il presidente dell’Inps ha intenzione di applicare rappresenta vera e propria patrimoniale, che colpirebbe i ceti medi innescando una guerra tra pensionati, e rischierebbe di danneggiare i consumi, togliendo soldi ai pensionati, per cui invita innanzitutto a distinguere tra pensioni alte e basse.

A metà strada tra proposte condivisili e altre criticabili, la posizione del presidente della Commissione lavoro del Senato Sacconi. Secondo il presidente, infatti, il progetto pensionistico di Boeri vuole “bloccare in un unico schema la realtà complessa di percorsi lavorativi e contributivi di generazioni diverse prescindendo dal contesto oggettivo e dalle legittime aspettative individuali di chi è già in pensione o prossimo a percepire il trattamento, senza avere cioè il tempo per un recupero operoso di reddito. Le riforme previdenziali sono materia delicata e si realizzano sempre con transizioni perché incidono sulla vita corrente delle persone”. Bisogna dunque procedere con cautela anche se alcune misure sono ampiamente fattibili.

Intervenuto poco dopo la presentazione delle novità pensioni di mercoledì, il ministro del Lavoro Poletti, pur sostenendo alcune delle misure annunciate dal presidente dell’Inps, ha invitato alla cautela nelle dichiarazioni, per evitare di alimentare speranze e paure ingiustificate. Nei prossimi giorni, tuttavia, è in programma un nuovo incontro proprio tra lui e il presidente dell’Inps per un nuovo confronto su soluzioni condivise. Ma il deputato della Lega Simonetti non ritiene sia compito di Boeri proporre novità pensioni, ma è compito del Parlamento agire, e la sua soluzione sarebbe quella di cancellare del tutto l’attuale legge previdenziale e ripristinare le vecchie norme pensionistiche. E auspica risposte definitive dal parlamento.

Boccia del tutto il progetto dell’Inps Cesare Damiano, secondo sui spazia sui molti argomenti, da lavoro e mercato, e la sua posizione sostiene quelle di quanti ritengono che il presidente dell’Inps debba mantenere il suo ruolo di guida dell’Istituto previdenziale senza pensare a ruoli legislativi che spettano invece a governo e Parlamento. L’auspicio è però quello che l’annuncio sulla separazione di spesa previdenziale da spesa assistenziale venga messo in atto. Non è invece d’accordo sulla possibilità di prepensionamento con calcolo contributivo delle pensioni finali, lui che da sempre si è fatto promotore di sistemi come quota 100 e uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni, che però Boeri stesso ha bocciato per il momento perché troppo costosi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il