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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: quota 100, assegno universale tante leggi. Poco usuranti, precoci Pd,Lega,M5S,Boeri

Tante le proposte di modifiche all’attuale legge pensionistica presentate dai diversi partiti politici ma sembrano dimenticarsi di usuranti e precoci: le novità




Tra piani di prepensionamento con quota 100, mini pensioni e staffetta generazionale e part time e la necessità di introdurre l’assegno universale in questi ultimi mesi sono state tantissime le proposte di modifica presentate all’attuale legge previdenziale dai diversi partiti politici, da Pd, a M5S, a Forza Italia e Lega. Tra le novità e ultime notizie una quasi totale dimenticanza di quelle due categorie di lavoratori, vale a dire precoci e usuranti, che fino a qualche mese fa sembravano al centro dell’interesse primario di tutti.

Fino ad oggi, infatti, l’attenzione si è concentrata essenzialmente sulle possibilità di modificare i requisiti di accesso alla pensione imposti dall’attuale legge ma considerati troppo rigidi, con l’obiettivo principale di convincere l’Ue, da sempre contraria a modifiche pensionistiche flessibili, che eventuali interventi in tal senso sarebbero stati vantaggiosi (e potrebbero ancora esserlo) sia in termini di rilancio dell’occupazione, soprattutto giovanile, sia in termini di risparmi.

Il piano pensioni Inps ha, tuttavia, rimandato queste possibilità di uscita prima concentrandosi esclusivamente sulla possibilità di andare in pensione prima accettando un assegno ridotto, frutto esclusivamente del calcolo degli effettivi contributi versati da ogni lavoratore durante la propria vita professionale. E questo meccanismo si traduce in pensioni minori per chi decide di lasciare il lavoro prima e assegni maggiori per chi invece rispetta i requisiti imposti.

Di certo c’è, però, che fino a qualche mese fa si poneva particolare attenzione a categorie di lavoratori, come precoci e usuranti, fortemente penalizzati dalle norme pensionistiche in vigore e che sono sempre stati tutelati, in virtù di mansioni (sia fisiche che mentali) pesanti e che difficilmente permettono di raggiungere tranquillamente gli attuali requisiti pensionistici. Situazione che tende a diventare ancor più difficile se si pensa che dal primo gennaio 2016 gli attuali requisiti sono destinati ad aumentare ancora, di ulteriori quattro mese, per adeguamento all’aspettativa di vita Istat.

E la novità del ricalcolo contributivo non facilita la situazione: considerando che si tratta di un sistema simile che penalizza chi sceglie la pensione anticipata, lo sarebbe ancora di più per i lavoratori precoci, per coloro che cioè sono stati costretti ad andare a lavorare a 16 anni e che, giustamente, insieme agli usuranti, chiedono ancora la possibilità di andare prima in pensione senza alcuna decurtazione finale che invece li colpirebbe con il contributivo.


 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il