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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi: salvataggio Grecia, evitato fallimento. Per pensioni non è detto che sia positivo

Eventuali conseguenze positive e negative del pacchetto di riforme del premier greco Tsipras: quali novità pensioni per l’Italia? Le ultime notizie




Un pacchetto di riforme da 12 miliardi di euro che il premier greco Tsipras si prepara a presentare in Parlamento prima e ai creditori poi: secondo le novità e ultime notizie ultime, Atene avrebbe in programma misure per circa 13 miliardi di euro chiedendo in cambio aiuti, in un arco di tempo triennale, per circa 80 miliardi di euro. Un piano per evitare il fallimento della Grecia che potrebbe avere influenze, positive quanto negative, anche sulle pensioni italiane. Se, infatti, il programma approvasse ufficialmente l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni e tagli alle pensioni d’oro, sarà difficile che l’Ue, tanto contraria a interventi pensionistici nel nostro Paese volti ad abbassare l’età pensionabile, apra a questa possibilità.

Si tratterebbe, infatti, di una austerità che continuerebbe a mantenere tanto sulla Grecia che deve evitare il fallimento quanto sull’Italia ancora in forte crisi. Resta da capire poi se l’eventuale innalzamento dell’età pensionabile in Grecia sarà graduale o subitaneo come del resto accaduto da noi con l’entrata in vigore dell’attuale legge pensionistica. Sin da subito, infatti, ha fatto sentire i suoi effetti, tra aumenti e calcoli contributivi della pensione finale, con una gradualità minima che si verificherà ogni due anni con lo scatto di qualche mese.  

Se, dunque, in Grecia si alzerà l’età necessarie per lasciare il lavoro, potrebbero allontanarsi ancor di più le speranze di approvare in Italia quota 100, piano Damiano-Baretta, mini pensione che comunque, come dimostrato, garantirebbero vantaggi, tanto in termini occupazionali quanto di risparmi, richiedendo un impiego di risorse solo inizialmente. Il piano di alcuni studiosi e politici era quello di convincere l’Ue dei benefici degli eventuali vantaggi derivanti da questi piani ma ora tutto sembra piuttosto complesso.

Se, invece, l’Ue dimostrasse posizioni più morbide allora si avrebbe qualche possibilità di modifica flessibile. Del resto, qualche settimana fa, i ministri per gli affari europei di Italia, Francia, Germania, Repubblica Ceca e Slovacchia hanno presentato un documento condiviso con piani di rilancio del welfare e del sistema pensionistico, il che significa disponibilità a cambiamenti. Il problema per la nostra Italia sarebbe però il fallimento della Grecia, che significherebbe per noi un buco di circa 50-60 miliardi prestati al Paese per evitarne appunto il default e che chiuderebbe ogni possibilità di nuovi margini di manovra, soprattutto pensionistici.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il