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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi Pd, Lega, M5S, Forza Italia, esperti e Boeri. Confronto tra leggi più realizzabili

Interventi proposti per modificare le pensioni attuali e quelli più fattibili secondo forze politiche e studiosi: quali sono, cosa prevedono e novità




Pd a Lega, M5S a Forza Italia hanno presentato varie proposte e ddl per modificare l’attuale legge pensionistica come auspicato da tempo. Tra le più importanti, piano di uscita con quota 100, a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, con opzione donna. Partendo, per esempio, dal sistema di quota 100, proposto da Cesare Damiano del Pd, le risorse economiche per approvarlo di sarebbero, potrebbero derivare, per esempio, dai tagli alla spesa assistenziale e, in parte, dalle penalizzazioni che lo stesso sistema richiede a chi decide di andare in pensione prima dell’attuale soglia dei 66 anni. Anche per la Lega sarebbe fattibile se solo si tagliasse la spesa pubblica, in linea con quanto previsto dalla spending review.

Se, però, non si potesse realizzare il sistema di quota 100, il Pd punterebbe sulla proroga del contributivo donna, solo per le donne però, le cui risorse deriverebbero anche in questo caso dai tagli della spending review nonché dai tagli degli assegni stessi percepiti alla fine. Diversa invece la posizione del M5S che mira, in realtà, come inizialmente era nei piani della Lega, alla totale cancellazione dell’attuale legge previdenziale, ma poiché impossibile punta anch’esso sulla proroga del contributivo donna e sull’assegno universale ma non per tutti come vorrebbe fare la parte del Pd, bensì per i più indigenti come sostiene anche il ministro del Lavoro Poletti.

Forza Italia, da canto suo, continua a sostenere che i sistemi di prepensionamento, come quota 100, sono fattibili ma sempre a condizioni di penalizzazioni sui lavoratori stessi, ma il punto principale su cui da sempre si sofferma è l’aumento delle pensioni minime a mille euro. Cosa che certamente sarebbe gradita ma che al momento risulta impossibile, perché le risorse economiche non ci sono e mille euro sono tanti. Parte del Pd sostiene, invece, la fattibilità dell’uscita con mini pensione: da sempre si sa, infatti, che questo sistema pur richiedendo immediate risorse, prevede comunque una loro restituzione, visto che permette al lavoratore di andare in pensione qualche anno prima ricevendo un anticipo sulla pensione finale da restituire però, interamente, una volta maturati i normali requisiti pensionistici richiesti.

La cifra erogata verrebbe, dunque, totalmente restituita allo Stato. Ma non convince in molti e per questo è stato al momento accantonato. Nulla da fare anche per il piano di uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalizzazioni crescenti, ma del resto Boeri stesso, durante la sua ultima audizione in Commissione Lavoro lo scorso 10 giugno, aveva spiegato che i piani di prepensionamento proposti da Damiano, così come la staffetta generazionale, non possono essere approvati oggi perchè troppo costosi.

Tra le misure presentate da Boeri, il ricalcolo contributivo per le pensioni superiori ai 2 mila euro e in parte calcolate con vecchio sistema retributivo, meccanismo fattibile, anche se prima del via definitivo, Boeri deve affrontare la corte Costituzionale, che però dopo le ultime sentenze sui risarcimenti alle pensioni e lo sblocco dei contratti pubblici, gli dovrebbe dare ragioni, anche se non è poi così semplice e non è un caso che tra i suoi obiettivi ci sia anche quello di convincere l’Ue ad aprirsi a modifiche pensioni per interventi più liberi.

Anche per Vincenzo Silvestri, vicepresidente dell’Consiglio nazionale dell’ordine del Consulenti del lavoro, il ricalcolo contributivo sarebbe decisamente fattibile visto che permetterebbe di rimettere in equilibrio il sistema pensionistico e garantire una pensione anche alle future generazioni, oggi precarie. Stessa posizione condivisa dal presidente dell’Associazione nazionale consulenti tributari, Arvedo Marinelli, e dall’ex commissario straordinario Treu, che da sempre sostiene l’applicazione del sistema contributivo con assegno proporzionali ai contributi versati.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il