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Pensioni tasse cifre di Boeri per tutti, riforma enti locali, indulto, quota 96, riforma giustizia: novitÓ lunedý oggi

Le novitÓ del governo Renzi ad oggi lunedý 13 luglio tra questione pensioni e carceri, nuove riforme enti locali e della Giustizia. Tutto fermo invece per il caso dei quota 96 della scuola




Tra le novità e ultime notizie sulle pensioni oggi lunedì 13 Luglio 2015 presentate dal presidente dell’Inps Boeri il ricalcolo contributivo degli assegni per andare in pensione prima e come dovrebbe funzionare ma anche una tassa una tantum sulle pensioni più ricche. Tutto ancora fermo sul caso dei quota 96 della scuola mentre qualcosa si muover per la riforma degli enti locali. Le novità ad oggi.

Pensioni: Tra le novità e ultime notizie sulle pensioni presentate dal presidente dell’Inps Boeri il ricalcolo contributivo degli assegni per andare in pensione prima e l’applicazione della tassa una tantum sulle pensioni più elevate. Il contributivo di cui Boeri ha parlato verrenne applicato sulla differenza tra pensioni percepite e contributi versati, ma solo per chi percepisce pensioni superiori ai due mila euro. Questo meccanismo porterebbe ad incassa, secondo le stime fatte dallo stesso presidente dell’Inps Boeri, ben quattro miliardi di euro, riducendo i privilegi di alcuni a sostegno, invece, di coloro che vivono in condizioni di difficoltà.  Secondo Boeri, il meccanismo del prelievo consentirebbe di garantire equità: visto che l’attuale legge pensionistica ha esteso a tutti il calcolo pensionistico contributivo, per cui coloro che riceveranno le pensioni di domani, le avranno modulate unicamente sui contributi realmente versati nell’intero arco della loro vita lavorativa, il piano di Boeri prevede l’applicazione del contributo sul quella parte di pensione derivante non dagli effettivi contributi versati, cioè sulla differenza fra le pensioni che si sarebbero maturate con il sistema contributivo definito dalla legge del 1995 e quelle effettivamente percepite. In particolare, il contributo sarebbe del 20% per le pensioni tra 2mila e 3 mila euro; del 30% su pensioni tra 3 mila e 5 mila euro; e del 50% su pensioni superiori 5 mila euro, per un gettito totale di circa 4,2 miliardi. Un taglio più ampio, fino a oltre il 10%, toccherebbe invece gli ex dipendenti pubblici con pensioni superiori ai 6mila euro. Secondo Boeri, poi, è giusto “chiedere a chi ha redditi pensionistici elevati, in virtù di trattamenti molto più vantaggiosi di quelli di cui godranno i pensionati del domani, un contributo al finanziamento di uscite verso la pensione più flessibili. Servirà anche per aiutare quelle generazioni di lavoratori che hanno avuto la sfortuna di imbattersi nella crisi sul finire della propria carriera lavorativa”.

Riforma enti locali: Il presidente dell'Upi Basilicat,a Nicola Valluzzi, al termine dell'audizione in Senato sul DL Enti locali, in rappresentanza di Anci e Upi, ha chiesto di “intervenire nella conversione del Decreto Legge sugli Enti locali, per apportare quelle modifiche che sono essenziali a salvare i servizi ai cittadini”, vista la situazione di grave emergenza dei bilanci di Province e Città metropolitane causata dal prelievo di 1 miliardo previsto dalla Manovra Finanziatia. Secondo Valluzzi, “Le Regioni avrebbero dovuto adempiere entro il 31 dicembre 2014 ad una serie di provvedimenti derivanti dalla riforma di Province e Città metropolitane, con leggi di riordino che avrebbero dovuto togliere a questi nuovi enti di area vasta funzioni che non spetta più loro esercitare e ricollocare conseguentemente il personale. In questi primi sei mesi dell'anno, solo 6 Regioni hanno approvato queste leggi, nessuna finora assumendo gli oneri dal 1 gennaio 2015, e le Province e le Città metropolitane stanno pagando personale e servizi che non dovrebbero più pagare, con 1 miliardo in meno. Per questo gli Enti di area vasta non possono chiudere i bilanci 2015 in equilibrio e quindi i servizi sono a rischio”. Secondo Valluzzi se non dovessero arrivare gli opportuni provvedimenti, “non potremo chiudere i bilanci 2015, come è ancora più chiaro che sarà impossibile sottrarre ancora 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017”. Tra le misure previste poi dal decreto giustizia che però riguardano 2 mila dipendenti delle province in esubero, il trasferimento negli uffici giudiziari, tramite mobilità extra­comparto. La Legge di Stabilità 2015 stabilisce la riduzione del 50% e del 30% della dotazione organica, rispettivamente, di province e città metropolitane , con mobilità del personale in esubero verso regioni, comuni e altre pubbliche amministrazioni dello Stato, sulla base di una ricognizione dei posti disponibili da parte del Dipartimento della funzione pubblica. Sulla base di numero di posti e disponibilità delle risorse, la ricollocazione parte dagli uffici giudiziari. Il ministro Madia ha intanto dichiarato che “La ricollocazione del personale in soprannumero è, ovviamente, più facile nelle regioni che hanno già approvato le leggi relative alle funzioni già attribuite alle province, ma noi procederemo anche nelle regioni che non hanno approvato la legge regionale”.

Indulto e amnistia: Mentre si attendono ancora novità e risposte sulle misure di indulto e amnistia, che tanto stanno dividendo mondo politico e opinione pubblica, continuano gli interventi di diversi esponenti politici sulla questione. In questi giorni è tornata a parlare la Bernardini dei Radicali che, dopo essersi complimentata con il ministro della Giustizia Orlando quando, in occasione del seminario 'Il carcere dei diritti, verso gli Stati Generali', per la prima volta ha ammesso che le carceri italiane sono criminogene, poi ritrattando, rivolgendosi al ministro stesso ha voluto precisare come quei dati finti su una situazione carceraria migliorata vengano in realtà smentiti dai nuovi dati resi noti. Innanzitutto, come sottolineato dalla Bernardini, il sovraffollamento carcerario esiste ancora in 50 su 200 istituti, e poi resta da considerare  la drammaticità della carenza di personale rende critica la situazione del Tribunale di Sorveglianza di Bologna. La Bernanrdini si è detta pronta, nel caso di ulteriori ritardi da parte del governo, a dare il via a forme di lotta non violenta per cercare di risolvere in breve tempo l’emergenza carceraria italiana.

Quota 96: I 4mila interessati di quota 96 della scuola ancora in attesa di soluzioni dal governo, ancora costretti a tornare a lavoro dal prossimo primo settembre. Le polemiche si scatenano e le proteste non si placano dopo l'ennesima delusione al termine delle discussioni sulla riforma della Scuola che sembra aver completamente ignorato la questione. “I Quota 96 sono stati ancora una volta dimenticati dal governo, che avrebbe potuto sanare questa ingiustizia con la riforma della scuola e invece nulla. Ora, però, con un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle approvato in Commissione Lavoro al Senato al decreto legge su pensioni, ammortizzatori sociali e Tfr, il governo dovrà mantener fede a un nuovo impegno nei loro confronti e non potrà più girare la testa dall'altra parte”. Queste le dichiarazioni delle senatrici M5S Manuela Serra e Nunzia Catalfo, firmatarie dell'odg che impegna il governo a valutare l'opportunità di trovare velocemente una soluzione per i quota 96.

Riforma Giustizia: “Entro l'autunno dovremmo avere l'impianto complessivo, e vorrei arrivare al testo di riforma entro la fine dell'anno”: queste le ultime dichiarazioni del ministro della Giustizia Orlando sulla prossima riforma del Consiglio superiore della magistratura. Il ministro ha precisato che “A breve partiranno dei gruppi di lavoro che approfondiranno sua i temi ordinamentali che del funzionamento del Csm'. Quella che riguarderà Palazzo dei Marescialli è l'unica riforma, tra quelle annunciate dal Governo un anno fa, che ancora non è stata sottoposta al vaglio del Consiglio dei ministri. Non sono stati mesi passati inutilmente, il Csm ha attuato un'autoriforma da cui sarà importante partire”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il