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Decreto scuola, riforma Renzi ufficiale: assunzioni, precari, stipendi, concorsi, stipendi.Quando,come, passaggi dopo approvazione

Dalla stabilizzazione di 100mila precari a partire da metà agosto, al nuovo concorso, ai nuovi poteri dei presidi: le misure della riforma della Scuola ormai legge




La Riforma della Scuola è legge: il premier Renzi ha commentato su Twitter ‘Centomila assunzioni, più merito, più autonomia #labuonascuola è legge’. “Questo non è un atto finale, ma l'atto iniziale di un nuovo protagonismo della scuola. La scuola riparte a settembre con maggiore regolarità rispetto ad anni dominati dalla supplentite. Riparte con l'opportunità straordinaria di avere la persona al centro. Assumere 100mila persone è un'operazione straordinaria. E la sentenza Ue non ci ha dato alcuna indicazione in questo senso” è stato invece il commento del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. Ma vediamo le novità che dal prossimo settembre interesseranno la scuola.

Si parte dalle 100mila assunzioni previste a partire da settembre: per l’anno 2015-2016 saranno gradualmente stabilizzati 100mila professori, provenienti dalle graduatorie a esaurimento e dalle graduatorie di merito. Verso metà agosto saranno assunti poco più di 36mila insegnanti, gli altri 11mila saranno stabilizzati a settembre, i restanti saranno immessi in ruolo nel corso dell'anno scolastico 2015-2016. Le assunzioni del futuro deriveranno unicamente dal concorso della scuola, uno ogni tre anni. Entro il primo dicembre sarà bandito il concorso da 60mila posti riservato agli abilitati: quelli con Tfa (Tirocinio formazione attivo) e Pas (Percorsi abilitanti speciali) avranno diritto a un punteggio aggiuntivo.

Prevista maggiore autonomia scolastica che prevede un Piano triennale che, entro il mese di ottobre che precede ogni triennio, dovrà essere elaborato dai collegi dei docenti in base alle indicazioni fornite dal dirigente. Dalla definizione del piano dipenderà l’offerta e l’individuazione degli insegnati per perseguire gli obiettivi fissati. Per gli insegnanti prevista formazione obbligatoria, permanente e strutturale ma anche un bonus economico (fino a 500 euro l’anno a partire dal 2016) annuale da sfruttare per attività di aggiornamento. La formazione in servizio obbligatoria viene finanziata con uno stanziamento da 40 milioni di euro all’anno.

Passando alla tanto discussa figura del preside-sceriffo, per la prima volta i presidi potranno scegliere direttamente una parte dei docenti, a partire dall'anno scolastico 2016-2017 ma i poteri dei presidi sono stati ridimensionati rispetto al ddl originario. I dirigenti scolastici potranno infatti assegnare i fondi premiali agli insegnanti meritevoli, in base a parametri definiti da un comitato di valutazione; poteri ridotti anche sul fronte dei piani dell’offerta formativa (Pof) che diventano triennali e saranno elaborati dal collegio dei docenti, sulla base di indirizzi definiti dal preside, per essere poi approvati dal consiglio d'istituto dove sono rappresentate anche le famiglie e, alle superiori, gli studenti.

Ogni dirigente verrà valutato ogni tre anni in base a specifici criteri che sono competenze gestionali e organizzative, valorizzazione dell'impegno e dei meriti professionali, apprezzamento del proprio operato nella comunità, contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti, direzione unitaria della scuola. La nuova riforma della scuola prevede anche l’alternanza scuola-lavoro, nell’ultimo triennio del liceo, per almeno 400 ore negli istituti tecnici e nei professionali e per almeno 200 ore complessive nei licei. Inoltre, per la messa in sicurezza di edifici già esistenti e ristrutturazioni, saranno stanziati 40 milioni per le indagini diagnostiche sui controsoffitti e un bando da 300 milioni per la costruzione di scuole green e innovative.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il