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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma in manovra finanziaria: ritarda tutto dopo e risultati saranno minimi al momento

Situazione pensioni attuale e prospettive: probabili novità solo dopo Manovra Finanziaria, probabilmente nel 2016. Le ultime notizie




Le novità pensioni continuano ad essere protagoniste di discussioni e dibattiti e ci si affretta a definire eventuali modifiche che possano soddisfare le richieste finora hanno presentato proposte e ddl per cambiare l’attuale legge. Ma novità e ultime notizie derivanti da fonti anonime del governo stesso lasciano chiaramente intendere che ogni intervento sulle pensioni potrebbe slittare anche dopo la Manovra Finanziaria di ottobre. Qualche tempo fa, in realtà, prima il ministro del Lavoro Poletti poi il presidente dell’Inps avevano rimandato novità pensionistiche alla Manovra di ottobre, poi si sono susseguiti eventi, dalla sentenze dell’Alta Corte su rimborso ai pensionati s blocco dei contratti pubblici, all’ingorgo di leggi in Parlamento che sta bloccando tutto, riforma della P.A. compresa ma importante per capire come eventualmente poter intervenire sulle pensioni in base alle risorse disponibili, agli scontri interni e con l’Ue, ai problemi esteri come crisi greca e bolla cinese, che stanno rimandando ogni novità a tempi sempre più incerti.
 
Si guarda con timore, infatti, all’esito della bolla cinese, da tempo una delle economie più forti e stabili del mondo, e che se dovesse crollare avrebbe serie ripercussioni sui mercati di tutto il mondo; e si guarda con attenzione anche all’esito della crisi greca, nell’attesa di un nuovo accordo-compromesso con l’Ue, che possa salvare il Paese. Se, infatti, la Grecia dichiarasse l’insperato default provocherebbe un buco di circa 50-60 miliardi di euro al’Italia, cifra complessivamente prestata al Paese proprio per evitarne il fallimento. E questo grosso buco chiaramente chiuderebbe le porte a qualsiasi tipo di intervento ulteriore.

E considerando che per la prossima Manovra servono 20 miliardi, è chiaro come l’auspicio sia quello di un salvataggio della Grecia e di restituzione dei soldi entro l’autunno. Rimarrebbero poi, se la cifra venisse restituita completamente, eventuali ulteriori risorse che, dopo la definizione delle misure della riforma della P.A. sull’aumento degli stipendi, se dovessero avanzare, potrebbero essere impiegate per altre modifiche, prioritariamente per le pensioni.

A ritardare i tempi di lavoro oltre la Manovra d’autunno potrebbe essere anche la spaccatura interna al Pd, soprattutto con la minoranza, tensione che da qualche tempo sta provocando diversi problemi interni al partito, senza considerare le polemiche con M5S e Lega Nord, ma che è necessario risolvere se si vuol proseguire su una strada di lavoro condivisa, non come accaduto con il voto-bagarre di giovedì scorso sulla riforma della Scuola. Sembra intanto fattibile quel decreto previdenza tornato in discussione, ma solo anch’esso nel 2016, quando cioè (si spera) l’economica magari avrà iniziato realmente a riprendersi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il