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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma dall'interno e dall'estero continuano a giungere indicazioni contrastanti

Elementi positivi e negativi che potrebbero favorire interventi pensionistici o meno: la situazione interna all’Italia e scenario estero. Le novità




Agire sull’attuale legge previdenziale con modifiche soprattutto dei requisiti pensionistici sembrava cosa semplice: il premier Renzi stesso, sin dal momento della sua nomina, ha sempre sostenuto l’intenzione di voler modificare le pensioni attuale senza, però, stravolgere l’impianto di una riforma che, come ribadito più volte da Ue e ministro dell’Economia Padoan, è l’unica che è in grado di garantire sostenibilità finanziaria al nostro Paese in questo momento di forte crisi. Eppure le novità e ultime notizie ad oggi confermano che, nonostante discussioni continue e continue proposte, nulla è stato fatto concretamente.

Ad incidere sull’andamento fallimentare delle novità pensioni diversi elementi, tanto interni quanto esterni: innanzitutto, le forze del governo sono divise sulla questione pensioni. C’è chi propone modifiche, chi difende la legge attuale e chi ne chiede la totale cancellazione. E c’è una spaccatura anche tra le forze politiche che sostengono la necessità di modifiche, perché ognuna punta su diversi sistemi, c’è chi, per esempio, mira a modificare i requisiti pensionistici con piani di quota 100, come minoranza Pd e Lega, chi punta sull’assegno universale, come il M5S, chi invece su mini pensione, come lo stesso ministro del Lavoro Poletti.

A questa spaccatura interna, per cui servono decisi compromessi e accordi, si aggiunge uno scenario internazionale che certo non favorisce la realizzazione di novità: dalla crisi greca, che potrebbe avere diverse ripercussioni anche sul nostro Paese, nonostante tutti tranquillizzino su nessun rischio contagio. Probabilmente, infatti, il rischio contagio, dal punto di vista prettamente finanziario, non c’è ma sicuramente conseguenze ci saranno, a partire proprio da quelle sulle pensioni. Se infatti in Grecia sarà aumentata, come si prevede, l’età pensionabile a 67 anni, per esempio, è difficile che sostenuta l’austerità per la Grecia, l’Ue apra a modifiche flessibili per noi.

Insieme alla crisi greca, c’è da gestire la crisi economica interna al Paese e il grande timore del crollo della Borsa cinese, le cui conseguenze sui mercati mondiali potrebbero essere decisamente catastrofici. D’altro canto, però, esistono anche elementi positivi che potrebbero, invece, fa sperare i novità pensioni, dal rilancio del decreto previdenza, probabilmente dopo la Manovra Finanziaria d’autunno, che dovrebbe finalmente dividere spesa assistenziale da spesa prettamente previdenziale, alla minore austerità europea che potrebbe essere risultato della vittoria del no del referendum greco, alle modifiche pensionistiche presentate dal presidente dell’Inps Boeri, a coso zero. (grassetto).

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il