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Pensioni Governo Renzi ultime notizie riforma fattibile quota 100, contributivo, mini pensioni Pd, Lega, M5S, Boeri, studiosi

Necessità di modifiche all’attuale legge pensionistica, proposte, piano pensioni Boeri e le leggi più fattibili secondo i diversi partiti politici: le novità




Mancano le risorse economiche per interventi concreti sull’attuale legge pensionistica, mancano le condizioni favorevoli a modifiche che, però, stanno diventando sempre più urgenti, eppure i diversi partiti politici in Italia, da Pd a M5S, Lega e Forza Italia hanno presentato varie proposte e ddl per interventi pensionistici, ognuno sostenibile. Le novità e ultime notizie riguardano, in particolar modo, piano di uscita con quota 100, a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, con contributivo donna. Il piano di quota 100, proposto da Cesare Damiano del Pd, così come quello di uscita a 62 anni con penalizzazioni crescenti, sarebbe possibile grazie non solo alle decurtazioni previste per chi decide di andare in pensione prima, ma anche dai tagli alla spesa assistenziale.

Tagli alla spesa pubblica, in linea con quanto previsto dalla spending review, permetterebbero, secondo la Lega, di accumulare le risorse necessarie per permettere prepensionamenti per tutti così come per la proroga del contributivo donna, che il Carroccio ha chiesto di rinviare anche oltre il 2015. Anche per la proroga del contributivo donna le risorse necessarie potrebbero derivare dalla spending review. Proroga del contributivo donna, così come assegno universale sono invece le leggi su cui punta il Movimento 5 Stelle.

Come lasciato intendere dal presidente dell’Inps Boeri, le risorse per l’introduzione dell’assegno universale potrebbero derivare dall’applicazione del contributo di solidarietà sulle pensioni più elevate, a partire da quelle superiori ai due mila euro, con aliquote crescenti in base a quanto percepito. Ma c’è da considerare che per Lega e M5S si potrebbe anche abolire del tutto l’attuale legge pensionistica e ripristinare le vecchie norme che, tra l’altro, consentirebbero di chiudere immediatamente casi come quota 96 della scuola ed esodati.

Mentre Forza Italia appoggia il meccanismo di uscita con quota 100 e punta sull’aumento delle pensioni minime a mille euro, al momento risulta impossibile, perché le risorse economiche non ci sono e mille euro sono troppi, una parte del Pd sostiene il piani di mini pensione che, pur richiedendo immediate risorse, sarebbe a costo zero, visto che l’anticipo sulla pensione finale erogato al lavoratore che vuole andare in pensione due o tre ani prima rispetto alla  soglia dei 66 anni dovrebbe comunque essere restituito dal lavoratore stesso una volta raggiunti i normali requisiti pensionistici, attraverso decurtazioni, minime, sull’assegno finale. Nonostante si prospetti una soluzione interessante, al momento è stata messa da parte.

E a farlo è stato lo stesso presidente dell’Inps Boeri che, presentando il suo piano pensioni in settimana, ha bocciato mini pensione ma anche quota 100, piano Damiano di uscita a 62 anni con penalizzazioni, staffetta generazionale, aprendo a prepensionamenti con assegni ridotti calcolati esclusivamente sulla base dei contributi effettivamente versati durante la propria attività professionale. Via libera anche all’assegno universale per gli over 55 e al prelievo di solidarietà sulle pensioni più elevate.

Vincenzo Silvestri, vicepresidente dell’Consiglio nazionale dell’ordine del Consulenti del lavoro, sostiene il ricalcolo contributivo di Boeri anche perchè permetterebbe finalmente di rimettere in equilibrio il sistema pensionistico. E anche il presidente dell’Associazione nazionale consulenti tributari, Arvedo Marinelli, e l’ex commissario straordinario Treu, ne sono favorevoli.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il