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Pensioni ultime notizie riforma Governo Renzi accordo totale non c'è più per fare modifiche Pd, Lega, Sel, M5S, Fi

Partiti politici e stesso Pd divisi su questione e modifiche pensionistiche: le novità e cosa si potrebbe fare per intervenire concretamente




Fino a qualche tempo fa i diversi partiti politici sembrano sostenere, seppur in maniera diversa, diversi interventi sull’attuale legge pensionistica ma oggi sembra che la loro convergenza sulla necessità di modifiche sia saltata. Le novità e ultime notizie confermano, infatti, che se prima Ncd sosteneva a gran voce l’applicabilità dei prepensionamenti con il meccanismo di mini pensione, ora Zanetti sostiene tutte le proposte contenute nel piano pensioni presentato dal presidente dell’Inps Boeri che, però, non fa alcun riferimento alla mini pensione. Più complicata la situazione di Sel che se fino a qualche tempo era chiaramente dalla parte di trovare necessari accordi per intervenire sulle pensioni, sostenendo le diverse ipotesi presentate, ora sembra invece essersi disgregato.

Il leader Nichi Vendola, infatti, ha sciolto il suo partito e ha lanciato l'idea di un nuovo partito che, come spiegato da Vendola stesso, “dovrebbe includere sotto un unico simbolo e nome varie esperienze della sinistra in Italia, e che sia lontano dal renzismo”. Dopo aver ammesso gli sbagli compiuti in questi anni, Vendola ha dichiarato anche “non possiamo più presentarci alle elezioni con un improvvisato cartello elettorale, fatto di tanti simboli. Basta con l’accrocchio di ceti politici per la sopravvivenza elettorale. Dobbiamo fare bene e fare presto. Sta maturando una domanda sociale, e noi dobbiamo collocare un'offerta credibile”.

Novità anche nella Lega che se prima appoggiava il piano di uscita con quota 100 di Damiano con penalizzazioni, ora chiede che questo meccanismo non preveda penalizzazioni e il rischio è che così come in discussione, anche se bocciata al momento dal presidente dell’Inps Boeri, non verrebbe appoggiata. Contraria la Lega poi all’assegno universale. Contrario a quota 100 anche il M5S così come all’assegno universale così come proposto dal presidente dell’Inps Boeri, vale a dire limitato agli over 55. Secondo i grillini, infatti, non si può destinare questa misura solo ad una fascia di persone così limtate.

Di base, comunque, c’è che il M5S, sulla scia di quanto chiedeva la Lega già mesi fa, punta all’abolizione totale della legge pensionistica attuale e al ripristino delle vecchie norme pensionistiche o a novità assolute. Spaccato invece il Pd: è scontro, infatti, tra minoranza e la stessa maggioranza menzionata, ci si prepara poi ad un rimpasto di governo, tra ministri e presidenti delle Commissioni che creerà nuovo scompiglio, e mentre alcuni deputati del Pd si dicono pronti a sostenere le misure pensioni del piano di Boeri, altri non appoggiano alcuni punti e a dividere è in particolare l’assegno universale. C’è, infatti, chi vuole destinarlo solo a coloro che hanno perso il lavoro, chi, invece, destinarlo solo ai meno abbienti, chi invece estenderlo a tutti e non solo agli over 55. E’ chiaro, dunque,, come prima di procedere alla definizione di novità pensioni sia necessari ristabilire un equilibrio interno di governo.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il